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	<title>Fysis.it &#187; ogm spiegazione</title>
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		<title>Ogm (Organismi Geneticamente Modificati)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 06:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[alimenti transgenici]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il termine OGM viene inteso un essere vivente a cui è stato modificato il patrimonio genetico tramite tecniche di ingegneria genetica. Il brevetto è stato depositato nel 1980 negli U.s.a ed il primo OGM nato è stato il batterio che distruggeva il petrolio nel mare mentre il primo animale ad essere stato brevettato fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine OGM viene inteso un essere vivente a cui è stato modificato il patrimonio genetico tramite tecniche di <strong>ingegneria genetica</strong>. Il brevetto è stato depositato nel 1980 negli U.s.a ed il primo OGM nato è stato il <strong>batterio che distruggeva il petrolio nel mare</strong> mentre il primo animale ad essere stato brevettato fu l&#8217;<strong>oncotopo</strong> (del quale preferisco non dare maggiori dettagli). C&#8217;è anche un italiano che può fregiarsi del premio Nobel avuto tramite le <img class="alignleft size-full wp-image-1159" title="coq-geant" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/coq-geant.jpg" alt="coq-geant" width="360" height="359" />ricerche fatte sugli OGM (e non solo), si tratta di <strong>Renato Dulbecco</strong>.<br />
Con questo post voglio fare una piccola riflessione su ciò che ho scoperto e che, secondo me, è importante conoscere per  condividere o meno gli OGM.  Lasciando un attimo da parte le tecniche di ingegneria genetica che vengono applicate su batteri e virus per formulare nuovi farmaci o per distruggere il petrolio dal mare: posto che non ci siano alternative e che i benefici superano i rischi.<br />
Vediamo invece quelli che vengano spacciati come la soluzione alla<strong> fame del mondo</strong>, dicendo che, grazie ai miglioramenti indotti sulle caratteristiche di alcune piante (mais, riso, grano&#8230;, le principali), sia possibile coltivarle anche in zone che avrebbero difficoltà a crescere.<br />
Considerando che allo stato attuale <strong>meno di 20 piante</strong> differenti coprono ben il <strong>90%</strong> del nostro fabbisogno alimentare e appena<strong> 100</strong> sono quelle coltivate (mentre quelle in grado di esserlo sono<strong> 20.000 !</strong>), mi chiedo come, tra quest&#8217;ultime, non ci siamo quelle adeguate ad essere coltivate nel terzo mondo e sia necessario inventarne di nuove. Mi chiedo inoltre come mai, non si fa una seria propaganda sulla riduzione del <strong>consumo di carne</strong>, considerando che per ottenerne 1Kg  ci vogliono ben <strong>17Kg di cereali</strong> ?<span id="more-1157"></span>Tenendo in considerazione che per entrambi, in media, una porzione è di 100g, ma con la carne mangiano appena 10 persone mentre con i cereali bel <strong>170 </strong>!!!! non andrebbe forse detto tutto ciò ?<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Possiamo evitarli gli OGM ? </strong></span><br />
Se compriamo prodotti <strong>biologici e biodinamici sì</strong>, mentre se copriamo prodotti convenzionali c&#8217;è  la possibilità che vi sia una contaminazione non dichiarata in etichetta (per legge) del<strong> 0,9%</strong>.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Esistono studi su lungo periodo circa la nocività degli stessi ? </strong></span><strong>No, non esistono</strong>.<br />
Si sa però che parte della sequenza transgenica della soia OGM si trova nel<strong> latte</strong> della mucca di cui si è alimentata.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Cosa si sa in particolare degli OGM ?</span></strong> Gli scienziati conoscono l&#8217;alfabeto ma hanno un conoscenza parziale della grammatica in particolare della<strong> sintassi</strong> !<br />
Un&#8217;altra profezia che viene propinata sugli OGM è la capacità di renderli più <strong>tolleranti</strong> verso i diserbanti e perciò di richiederne meno. L&#8217;affermazione potrebbe sembrare veritiera se solo non si calcola il fatto che, qualunque pianta, si <strong>immunizza</strong> dopo un po&#8217; di tempo che viene trattata con un determinato principio attivo e di conseguenza la dose va successivamente<strong> aumentata</strong> o il principio attivo va <strong>sostituito</strong> !!<br />
Piuttosto che propinare la sperimentazione di nuovi OGM e incentivarne la coltivazione, andrebbero invece coltivate maggiormente<strong> piante diverse</strong>, applicando una corretta <strong>rotazione</strong> e abbandonando la monocoltura che, non solo ha un impatto ambientale molto invasivo ma è anche rischiosa:  se ci fosse una <strong>epidemia</strong> che colpisce il grano, buona parte del raccolto verrebbe compromesso creando un cataclisma alimentare ed economico molto importante.<br />
Il rischio non è così remoto come si può sembrare: in Irlanda nel 1846 a causa della <strong>ruggine delle patate</strong>, tutta la nazione fu colpita da una grossissima carestia. Ovvio che, rispetto al 1846, gli alimenti sono più abbondanti e la mancanza di un cereale non creerebbe rischi di carestia ma, il danno economico e sociale sarebbe comunque alto (perchè correrlo ?)<br />
Coltivando specie differenti e applicando una corretta rotazione, l&#8217;impiego di OGM e di chimica non sarebbe più ovviamente una <strong>necessità</strong> come lo può sembrare ora.<br />
La monocoltura è un sistema<strong> antinaturale</strong> che, non solo richiede molta chimica, ma impoverisce il terreno delle <strong>stesse sostanze</strong>, quando coltivando una specie diversa e avendo una buona rotazione, si avrebbe impoverimento meno specifico e un<strong> controllo</strong> delle malattie e delle infestanti più facile.</p>
<p>Buona anno</p>
<p><em><strong>Aldo Bongiovanni</strong></em></p>
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