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18 Commenti

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  1. Antonio Battista
    Antonio Battista at |

    Ho visto anche io lo stesso video su YouTube – penso che siano in un ristorante etiope a New York, o comunque in America.
    I miei tentativi falliti sono risultati dal fatto che ho superato il ‘tempo di fermentazione naturale’; quindi, l’impasto diventa piatto e non ci si può più fare l’injera. Comunque, nel caso non è da buttare via; si può utilizzarlo in altri impasti, cucinandolo prima in un padellino con l’aggiujnta di un pò d’acqua, e poi incorporandolo in una preparazione come dei muffins, i quali acquiscono un lieve e piacevole gusto acidulo.
    Il tempo di fermentazione senbra variare parecchio a seconda della temperatura ambiente: col caldo estivo in sud Italia sono bastati anche solo 1 giorno e mezzo.

  2. Antonio Battista
    Antonio Battista at |

    Ciao Aldo,
    Dopo un periodo di pausa, ho riprovato e ci sono riuscito benissimo a fare l’injera! Il tuo metodo è semplicissimo e funziona; ci sono una marea di ‘consigli’ su internet su come fare l’injera, ma credo che il trucco, se ce n’è uno, stà nel capire il momento in cui la fermentazione è giusta per cuocere l’impasta in padella. Quindi, avere ‘ochhio’ e anche ‘fiuto’ per il momento in cui si vedono abbastanza bollicine nell’impasto e si sente bene l’odore di fermentazione senza che sia andata troppo avanti.
    In effetti, il teff è ricco di propri lieviti naturali, ed è perciò che la sua fermentazione rende possibile il pane injera, senza l’aggiunto di altre farine – o lieviti.

  3. Jeyman
    Jeyman at |

    Finalmente una ricetta dell’Injera che stia in piedi. Grazie.
    Qualcuno sa per cortesie dove trovare la farina di Teff a Milano,
    o comunque che risultato si ottiene usando la farina di miglio?.
    Grazie
    Jeyman

  4. cinzia
    cinzia at |

    Ciao Aldo,
    a proposito di pani particolari per caso hai la ricetta del pane Prokorn? Grazie.

  5. Kandinsky
    Kandinsky at |

    Scusate, è meglio fare l’injera con la farina di Teff chiara o con quella scura. Insomma… che differenza c’è. Grazie
    Vassilij

  6. Kandinsky
    Kandinsky at |

    Grazie per le informazioni.
    Ho provato a fare l’Injera sia con il teff chiaro che con quello scuro e quest’ultimo ha effettivamente un sapore molto “earthy”, come dice giustamente il sito whatscookingamerica.net. Può anche piacere, naturalmente, ma personalmente preferisco il Teff chiaro che è meno aggressivo e si combina meglio con le pietanze. Grazie ancora.

  7. Elena Legnani
    Elena Legnani at |

    Un mito…2 volte in Eritrea e 2 in Etiopia (i paesi piu affascinanti del mondo!)…non pensavo di trovare qui il teff..la provo subito!!!

  8. Loredana Zangheri
    Loredana Zangheri at |

    Che felicità, finalmente il taff con semplicità anche per gli “esuli” in Italia…mi chiedevo solo se fosse di provenienza eritrea/etiopica o delle nuove coltivazioni tentate in Olanda se ben ricordo? Grazie perchè é da tanto che non torno nella cara Asmara e quei sapori mi mancano immensamente.

  9. melkam
    melkam at |

    vori saper dove si trovala farina di teffi io sono del ethiopia so fare injera

  10. paola
    paola at |

    Buongiorno, sto preparando il lievito madre ma con una ricetta più complicata, oggi provo questa…quindi la farina di teff non può essere usata per fare del pane come lo intendiamo noi europei? ieri ho sbagliato le dosi e mi è venuto una specie di panetto di argilla, ho insistito e provato a farlo cuocere ma sto malissimo dal disgusto provato quando l ho assaggiato, sembrava di mangiare argilla…bleah….cmq l injiera è buonissimo, l ho mangiata nel ristorante etiope di new york di cui avete scritto sopra e vorrei riuscire a farla

  11. Alessandra
    Alessandra at |

    Ho appena fatto l’impasto. Ma credo di aver commesso un eroe, ovvero ho aggiunto un pizzico di sale… Potrebbe impedire la fermentazione?
    Grazie

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