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	<title>Fysis.it &#187; Varie</title>
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	<description>Benessere, Ambiente e Salute</description>
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		<title>Conosciamo lo zucchero integrale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sui dolcificanti in genere ne avevamo già parlato qui, di conseguenza non mi ripeto con questo post. In questo desiderio condividere invece, più specificatamente, le qualità dello zucchero integrale, quello vero, cioè quello ottenuto dalla concentrazione per evaporazione, del succo di canna da zucchero (sacchararum officinarum): da non confondere con lo zucchero di canna che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2754" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/raccolta_canna_zucchero.jpg"><img class="size-full wp-image-2754" title="raccolta_canna_zucchero" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/raccolta_canna_zucchero.jpg" alt="" width="500" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">La raccolta della canna da zucchero</p></div>
<p>Sui dolcificanti in genere ne avevamo già parlato <a href="http://fysis.it/tag/dolcificanti-naturali" target="_blank">qui</a>, di conseguenza non mi ripeto con questo post. In questo desiderio condividere invece, più specificatamente, le qualità dello <strong>zucchero integrale</strong>, quello vero, cioè quello ottenuto dalla concentrazione per evaporazione, del succo di canna da zucchero (sacchararum officinarum): da non confondere con lo zucchero di canna che viene raffinato e successivamente <strong>imbrunito con un pò di melassa</strong> (quello tra l&#8217;altro più comune). Nemmeno bisogna confonderlo con quello di barbabietola (qualunque tipologia che prendiate) visto che integrale non esiste: ciò che nella barbabietola non costituisce il saccarosio è privo di qualità nutrizionali</p>
<div id="attachment_2623" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/sugar-cane-machine-big.jpg"><img class="size-full wp-image-2623" title="sugar-cane-machine-big" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/sugar-cane-machine-big.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Macchina artigianale per l&#39;estrazione del succo di canna</p></div>
<p>interessanti e viene quindi sempre allontanato.</p>
<p>I veri zuccheri di canna sono molto scuri, di <strong>granulometria disomogenea</strong>, poco cristallini, umidi e contengono, oltre che al saccarosio, anche<strong> zuccheri diversi </strong>(inulina, fruttosio, glucosio ecc. ecc.) e ancora tracce di vitamine e sali minerali. Di consueto si trovano solamente nei negozi di alimenti naturali e commercio equo solidale.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La produzione</strong></span></p>
<p>La coltivazione della canna da zucchero è un operazione che richiede molta mano d’opera:  il contadino taglia la pianta e separa i fusti dalle foglie e dalla estremità con uno strumento chiamato il <strong>machete</strong>, successivamente questi fusti vengono triturati per estrarne un succo chiamato <strong>mosto</strong>, il quale viene agitato per far sì che le impurità affioriscano in superficie (a volte si usano anche delle fibre vegetali) e, allo stesso tempo, il contatto con l&#8217;ossigeno genera una parziale fermentazione e la formazione di alcune sostanze aromatiche, caratteristiche di questi zuccheri. Viene poi ancora filtrato e portato ad ebollizione in grandi padelle rettangolari (dalla superficie sufficientemente ampia per consentire l’evaporazione): di solito il calore è generato dalla combustione della<strong> bagassa</strong>, ovvero il residuo essiccato delle canne da zucchero.<span id="more-2615"></span></p>
<p>Chi monitora la cottura è solitamente un addetto che, ma dipende dalla zona, si chiama <strong>“el Puntero”</strong>. Più la cottura è prolungata più lo zucchero che si ottiene diventa polveroso, scuro e perde parte dei suoi aspetti nutrizionali (oltre che a cambiare il sapore) mentre, meno viene cotto più si mantiene aggregato e forma una mattonella (o semi sfera). Successivamente viene raffreddato (per il Panela in stampi di legno) per permettere la solidificazione.</p>
<div id="attachment_2753" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/279437455_545.jpg"><img class="size-full wp-image-2753 " title="279437455_545" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/279437455_545.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Il Machete</p></div>
<p>La resa di produzione media è molto bassa: <strong>da una tonnellata di zucchero integrale si ottiene da 12 tonnellate di canna</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le tipologie di zucchero integrale esistenti</strong></span></p>
<ul>
<li><strong>Picaflor.</strong> Si tratta di uno zucchero semi raffinato ottenuto dal succo di canna da zucchero, concentrato per evaporazione e successiva cristallizzato in un piccolo impianto di trasformazione; la lavorazione, come per gli altri zuccheri integrali, esclude sostanze sbiancanti. Picaflor viene prodotto in Paraguay, nella regione di Arroyos y Esteros, viene coltivato con metodo biologico dalla Cooperativa de Produccion Agroindustrial Manduvirà Ltd.</li>
</ul>
<p>Si presenta con una colorazione ambrata oro e un delicato sapore di miele.</p>
<ul>
<li><strong>Guarapo.</strong> Si tratta di uno zucchero di canna integrale che prende il nome dal succo colato della canna da zucchero. E’ uno zucchero biologico, di colore dorato e consistenza farinosa, con profumo intenso e sapore leggermente aromatico. Adatto alla preparazione di dolci, budini, ma anche per zuccherare le bevande perché esalta il sapore dei prodotti ai quali viene abbinato, senza tuttavia coprirli.</li>
</ul>
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/zucchero-panela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2619" title="zucchero panela" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/zucchero-panela.jpg" alt="" width="160" height="255" /></a></p>
<ul>
<li><strong>Mascobado.</strong> Nelle Filippine “Mascavo” è il tradizionale appellativo dello zucchero integrale (mentre quello bianco era chiamato “argillato”). Mascobado trattiene buona parte dei principi nutritivi che normalmente si perdono nella raffinazione dello zucchero bianco. E&#8217; infatti ricco di sali minerali, in particolare di ferro, elemento di cui è difficile coprire il fabbisogno giornaliero. Come tutti gli zuccheri integrali non è sbiancato chimicamente e tutti i passaggi rispettano principi di agricoltura biologica. La naturale presenza di melassa gli conferisce colore scuro e aspetto non cristallino. Si presenta con piccoli granuli, dal sapore intenso ed un lieve retrogusto di liquirizia.<br />
Il mascobado è disponibile anche di origine Paraguay, in questo caso prende il nome di Takuarè.<br />
Ottimo nei dolci, nelle macedonie e in particolare con lo yogurt bianco, al quale conferisce un gusto molto speciale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Dulcita.</strong> Anch&#8217;esso è uno zucchero integrale che, rispetto ad altre varietà, viene ottenuto dalla varietà  granulada, è uno zucchero di canna non raffinato e lavorato in modo artigianale. In questo modo Dulcita trattiene tutti i principi nutritivi che normalmente si perdono nella raffinazione dello zucchero bianco. E&#8217; ricco di sali minerali, tra cui il ferro. Ha sapore dolce, mieloso e colore giallo ambra. Si presta ottimamente per i dolci, le marmellate, i cocktails e preparazioni cremose. E&#8217; ottimo nelle bevande, negli infusi e nel tè.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Panela.</strong> Si tratta di uno zucchero anch&#8217;esso integrale, ottenuto dalla lavorazione delle canne da zucchero coltivate in Colombia, sulle Ande, a 1300 m di altezza. Il nome Panela, per gli abitanti di quella zona, è la denominazione tradizionale che viene associata al panetto di zucchero. La sua composizione media è 80-90% di zuccheri (saccarosio 80%, glucosio 3-6%, fruttosio 3-6%), 7% di acqua, 1-2% di sali minerali. Panela, a differenza di altri zuccheri integrali, non viene asciugato fino a renderlo polveroso, ma il processo si ferma un po&#8217; prima, quando ci sono ancora tracce di umidità, in modo tale che la trasformazione in polvere, viene fatta successivamente con la macinatura. Questo consente allo zucchero Panela di essere ottenuto con una cottura più breve e quindi migliore per preservare il profilo nutritivo e aromatico dello stesso.<strong> </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Demerara. </strong>Questo zucchero è l&#8217;unico di quello elencati ad essere prodotto imbrunendo i cristalli raffinati ed è pertanto quello con profilo nutritivo più basso ma potere dolcificante più alto. Ha un colore dorato, aspetto cristallino brillante e un aroma caramellato dovuto alla tracce di melassa.<br />
Il Demerara è ideale per dolcificare il caffè, per la preparazione di meringhe, ovvero laddove e necessario un apporto dolce senza interferire eccessivamente sul gusto finale e l&#8217;aspetto visivo.Utilizzo. Meringhe, pasta di mandorle, ghiaccia reale, creme crude, per glasse.</p>
<p><strong>Conclusione.</strong> Per quanto gli zuccheri integrali siano migliori da un punto di vista nutrizionale è tuttavia opportuno non illudersi eccessivamente sul contenuto vitaminico / minerale che, pur essendo largamente superiore a quello dello zucchero bianco, non è comunque tale da renderli un importante <strong>apportatore di questi nutrimenti</strong>, perchè sono comunque quantità ridotte rispetto ad esempio ai <strong>cereali integrali</strong>. Allo stesso tempo gli zuccheri integrali sono caratterizzanti sul sapore finale, in altre parole oltre ad aumentare la dolcezza <strong>modificano il gusto</strong>.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><strong>Fonte immagini. </strong>www.tibiona.it , http://utenti.multimania.it/piantetropicali/ , http://www.nevblog.com/indian-micro-businesses/ , http://italian.alibaba.com/product-gs/sharp-sugar-cane-machete-361662329.html , http://www.voyagesphotosmanu.com/economia_messicana.html</span></li>
</ul>
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		<title>Concorso: stasera cucino Bio !</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi amici
Vorrei parlarvi di una simpatica iniziativa che sto per lanciare e, sono sicuro, incontrerà il favore di tutto il network Bongiovanni (tibiona.it, fysis.it, molinobongiovanni.com). Si tratta di Stasera cucino bio, un concorso dedicato a chi ama cucinare utilizzando prodotti naturali e biologici.

In che cosa consiste il concorso? Niente di complicato, anzi una bella opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici</p>
<p>Vorrei parlarvi di una simpatica iniziativa che sto per lanciare e, sono sicuro, incontrerà il favore di tutto il network Bongiovanni (tibiona.it, fysis.it, molinobongiovanni.com). Si tratta di<strong> Stasera cucino bio</strong>, un concorso dedicato a chi ama cucinare utilizzando prodotti naturali e biologici.</p>
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/logocucinobio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2654" title="logocucinobio" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/logocucinobio.jpg" alt="" width="298" height="299" /></a></p>
<p>In che cosa consiste il concorso? Niente di complicato, anzi una bella opportunità per vedere pubblicata la propria ricetta naturale e biologica su un <strong>libro illustrato</strong>. Quello che vi chiediamo è di provare a cimentarvi nella preparazione di <strong>una ricetta tradizionale regionale</strong> impiegando come materie prime i <strong>prodotti biologici e naturali</strong>. Per esempio avete mai provato a preparare uno strudel totalmente biologico? Oppure una pizza senza farina raffinate e con lievito naturale? Oppure ancora i pizzoccheri, una cassata siciliana ecc. ecc.? Allora sbizzarritevi e create la vostra ricetta bio, ma non una ricetta qualsiasi: scegliete dai ricettari regionali e proponete un<strong> classico rivisitato in versione bio e naturale</strong>. Per esempio preparate una bella milanese con il seitan, una buona focaccia pugliese con farina integrale, una pasta al forno con il ragù vegetale e la pasta integrale con pesto vegetale bio.</p>
<p>La ricetta andrà inviata via email all’indirizzo (<a href="mailto:info@fysis.it">info@fysis.it</a>). Una giuria composta da esperti del settore sceglierà, a suo insindacabile giudizio, le 20 migliori ricette (una per regione). I <strong>venti autori selezionati </strong>dovranno quindi preparare e fotografare le loro ricetta che <strong>verranno pubblicate in un libro dal titolo Io mangio bio</strong>: si tratta di un libro illustrato che avrà una parte introduttiva dedicata al mondo del biologico e del naturale (che cosa significa biologico, quali sono i principali prodotti, dove si trovano ecc.) curata dal sottoscritto. <strong>I vincitori del concorso oltre a veder pubblicata la propria ricetta riceveranno in omaggio 1 copia del volume e un assaggio di prodotti del sito <a href="http://www.tibiona.it" target="_blank">www.tibiona.it</a></strong></p>
<ul>
<li><em><strong>Per scaricare il regolamento <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/concorsoregole.pdf" target="_blank">clicca qui.</a></strong></em></li>
<li><em><strong>Per vedere in anteprima la cover del libro <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/cover.pdf" target="_blank">clicca qui.</a></strong></em></li>
<li><em><strong>Per scaricare la liberatoria per l&#8217;invio delle immagine e delle ricette <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/concorso.pdf" target="_blank">clicca qui.</a></strong></em><em><strong> </strong>(si deve inviare solo per le ricette che veranno scelte)<strong><br />
</strong></em></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;omeopatia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 05:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le origini
Le origini dell&#8217;omeopatia possono essere associate in maniera sfumata già a Ippocrate che intuì, nel III sec.a.C, &#8220;i simili sono curati dai simili&#8221;: nel corso di un epidemia di colera ad Atene, egli utilizzo piccole dosi di Elleboro bianco (Veratrum album) che, in forti dosi, provoca una forte diarrea in soggetti sani. Successivamente Paracelso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2509" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/Koeh-279.jpg"><img class="size-full wp-image-2509" title="Koeh-279" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/Koeh-279.jpg" alt="" width="200" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Elleboro bianco</p></div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le origini</strong></span><br />
Le origini dell&#8217;omeopatia possono essere associate in maniera sfumata già a <strong>Ippocrate </strong>che intuì, nel III sec.a.C, &#8220;i simili sono curati dai simili&#8221;: nel corso di un epidemia di colera ad Atene, egli utilizzo piccole dosi di Elleboro bianco (Veratrum album) che, in forti dosi, provoca una forte diarrea in soggetti sani. Successivamente Paracelso (1493-1542 d.C) asserì che è &#8220;la dose a determinare il veleno&#8221;. Ma fu poi <strong>Christian Samuel Hahnemann</strong> (1775-1843 d.C) che introduce il termine &#8220;omeopatia&#8221; da &#8220;omoios&#8221; (simile, somigliante) e &#8220;pathos&#8221; (sofferenza, malattia, esperienza).<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Il meccanismo di funzionamento</strong></span><br />
L&#8217;omeopatia è un sistema di cura “dolce” largamente diffuso e utilizzato per la risoluzione di molti disturbi. La base sui cui si sorregge è sintetizzabile in questa asserzione &#8220;<strong>ogni sostanza capace di provocare dei sintomi in un soggetto sano a dosi ponderali, può curare gli stessi sintomi in una persona malata, quando sia somministrata a dosi deboli</strong>&#8220;.</p>
<div id="attachment_2512" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/449px-Hahnemann.jpg"><img class="size-full wp-image-2512" title="449px-Hahnemann" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/449px-Hahnemann.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Christian Samuel Hahnemann</p></div>
<p>Alcune esemplificazioni posso aiutare a comprendere meglio il concetto.<br />
La puntura di un ape determina la rapida comparsa di dolore trafittivo, bruciore ed edema rosato che migliora con le applicazioni fredde. Lo stesso veleno (<strong>Apis mellifica</strong>), a dosi omeopatiche, può curare ogni tipo di eruzione caratterizzata da sintomi simili (orticaria, eczema, eritema solare ecc. ecc.). Allo stesso modo, se si taglia una cipolla appare immediatamente un abbondante secrezione nasale. La stesa cipolla (<strong>Allium Cepa</strong>) in dosi omeopatiche, sarà il rimedio più indicato per il raffreddore e la rinite allergica.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Il punto di vista scientifico</span></strong><br />
L&#8217;efficacia dei prodotti omeopatici non ha però ancora una reale dimostrazione scientifica, ma sostanzialmente solo alcune ipotesi sul meccanismo di funzionamento, la prima ipotizza che sia dovuto alla capacità di essere dei <strong>beta-emittenti</strong>, ovvero dei liberatori di energia elettromagnetica: in sostanza nei prodotti omeopatici si dovrebbero formare dei buchi bianchi (punti iperluminosi), che creano un effetto onda sull&#8217;organismo, trasmettendo informazioni elettromagnetiche.<br />
Un altra ipotesi è legata alle recenti sperimentazioni del<strong> Prof. Luc Montagnier</strong> (Premio Nobel 2008 per la medicina), che in occasione del convegno &#8220;Integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro&#8221;, ha rivelato, in anteprima mondiale, alcune sorprendenti scoperte relative alla natura del DNA umano, ottenute dal suo staff nel corso di alcune ricerche sull&#8217;AIDS.<em><br />
Considerando che il DNA si organizza intorno all&#8217;acqua, che è la base dell&#8217;organismo umano, Montagnier ha dichiarato che utilizzando sensori a bassa frequenza e osservando sia i filtrati delle colture di virus sia il plasma di persone infette, si è rilevata una variazione nelle frequenze delle onde elettromagnetiche: dei picchi nella fascia tra 0 e 20.000 hertz.<span id="more-2507"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_2521" class="wp-caption alignright" style="width: 239px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/guna.png"><img class="size-full wp-image-2521" title="guna" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/guna.png" alt="" width="229" height="98" /></a><p class="wp-caption-text">Famosi produttori di rimedi omeopatici</p></div>
<p>Quello che Montagnier vuole farci capire è che questa ricerca dimostra che vi è una sorta di &#8220;risonanza&#8221; nelle molecole dell&#8217;acqua, quasi che esse fossero &#8220;condizionate&#8221; e quindi &#8220;condizionabili&#8221;.<br />
Il condizionamento può essere sia interno che esterno, quest&#8217;ultimo è certamente influenzabile dall&#8217;inquinamento elettromagnetico. Tuttavia, al di la di questo, è dunque possibile affermare, in estrema sintesi, che diluendo una sostanza fino a superare il numero di avocado e oltre, in essa vi è comunque un background elettromagnetico.<br />
&#8220;Abbiamo svolto molti studi sui batteri &#8211; ha proseguito Montagnier &#8211; e ci sono segnali da parte di molecole ad alto peso molecolare che anche se diluite alla 10 alla diciottesima mantengono un loro proprio segnale: abbiamo dimostrato che questo fenomeno non dipende dalla quantità, ma è un fenomeno che afferisce alla fisica quantistica, alla struttura fisica dell&#8217;acqua. Ad esempio abbiamo lasciato due distinte provette in un contenitore di lega metallica che impedisce l&#8217;irradiazione verso l&#8217;esterno, ed abbiamo visto che tra le due provette, una diluita a 10 alla terza ed una a 10 alla nona, c&#8217;era uno scambio di informazioni e di connotazioni a livello molecolare. Questo ci ha dimostrato che le molecole hanno un loro background elettromagnetico ed esso è in grado di trasferirsi da una molecola all&#8217;altra, da una provetta all&#8217;altra. Abbiamo poi misurato questi fenomeni per settimane nel sangue dei pazienti, estraendo e misurando la parte liquida del plasma umano. La maggior parte degli agenti patogeni, i batteri ma anche i virus,  incluso l&#8217;HIV, producono questi segnali. Noi li abbiamo mappati, con molte tecniche di disamina differenti, e quelle che abbiamo visto è congruente con tutto quanto ho appena esposto&#8221;.</p>
<div id="attachment_2513" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/525px-Luc_Montagnier-press_conference_Dec_06th_2008-5_crop.jpg"><img class="size-full wp-image-2513" title="525px-Luc_Montagnier-press_conference_Dec_06th,_2008-5_crop" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/525px-Luc_Montagnier-press_conference_Dec_06th_2008-5_crop.jpg" alt="" width="200" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Luc Montagnier</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Certamente andranno approfonditi questi studi ma una cosa è certa: rispetto agli esperimenti di Benveniste sulla memoria dell&#8217;acqua degli anni &#8216;80, ora si ha possibilità di ripeterli e di conseguenza hanno il requisito fondamentale per la scienza, ovvero la riproducibilità.<br />
Montagner ha aggiunto che grazie a queste nuove rivelazioni sarà finalmente possibile uscire dalla logica che &#8220;tanto più alto è il dosaggio del farmaco, tanto più efficace è la terapia&#8221; ed aprire nuove interessanti prospettive terapeutiche basate su paradigmi differenti da quelli indagati fino ad oggi. (Fonte. http://www.guna.it)<br />
</em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le ragioni della sua applicazione</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong> </strong></span><br />
L&#8217;omeopatia (e tutte le terapie dolci) hanno purtroppo una minore efficacia rispetto ai farmaci e funzionano meglio quando si ha un sistema immunitario non eccessivamente stressato (d&#8217;altra parte anche i farmaci allopatici funzionano meglio se il sistema immunitario è in buone condizioni).<br />
Essendo però priva di una reale dimostrazione scientifica (mancata riproducibilità), rimane comunque un approccio terapeutico, secondo alcuni, illusorio.<br />
Però di fatto è risaputo, nel circuito dei fruitori dell&#8217;omeopatia, che applicata sui<strong> bambini </strong>e <strong>sugli animali</strong> (soggetti imparziali all&#8217;effetto placebo), funziona. Ma mettiamo pure che effettivamente l&#8217;efficacia dell&#8217;omeopatia sia ricollegabile unicamente all&#8217;effetto placebo, cosa ci sarebbe di così grave ? Bisogna forse vergognarsi ad utilizzare un &#8220;qualcosa&#8221; che ci aiuta, soprattutto <strong>senza effetti collaterali</strong>, che si serve semplicemente di un effetto autoindotto dal pensiero e non da un principio attivo ?</p>
<div id="attachment_2516" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/07_08.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2516" title="07_08" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/07_08-150x150.jpg" alt="Allium Cepa" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Allium Cepa</p></div>
<p>Infine basta veramente la sola comprovazione scientifica per accettare la validità di un farmaco (sia che sia allopatico, sia che sia omeopatico) ? Certamente il supporto scientifico è un ottimo indicatore sulla validità di ciò che si vuol dimostrare ma, allo stesso tempo, il metodo scientifico utilizza strumenti che non sempre possono essere compatibili ciò che si vuole analizzare, come ad esempio il rimedio omeopatico e il farmaco allopatico che agiscono con <strong>meccanismi del tutto differenti</strong>.<br />
Di certo l&#8217;omeopatia va collocata nella sua giusta dimensione e assolutamente non deve sostituirsi ai farmaci laddove sono necessari: non può di certo aiutarci in casi estremi (salvo come supporto alla terapia ordinaria) come nella <strong>medicina d&#8217;urgenza</strong>. In quei casi è una fortuna che ci siano gli ottimi farmaci allopatici ed è bene servirsene.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>L&#8217;effetto placebo</strong></span><br />
Nemmeno non si può dire che l&#8217;effetto placebo non esiste, perchè è noto a qualunque terapeuta, nonostante venga comunemente escluso dalle ricerche scientifiche, pur sapendo della sua esistenza e influenza. Per esempio medici e infermieri sanno che i malati terminali che vogliono resistere ancora un po&#8217; di tempo, per poter vedere ancora una</p>
<div id="attachment_2519" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/christian-boiron.jpg"><img class="size-full wp-image-2519" title="christian-boiron" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/christian-boiron.jpg" alt="" width="180" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Christian Boiron                            (Amministratore della Boiron)</p></div>
<p>volta una persona cara, <strong>vivono più a lungo</strong> di quanto le loro condizioni lascerebbero presagire. Allo stesso modo, i malati con una forte determinazione a sopravvivere, e con la speranza incrollabile di poter guarire, <strong>reagiscono meglio</strong> durante la fase critica della malattia.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Conclusioni</strong></span><br />
Si può concludere che alla luce di ciò che è stato asserito, l&#8217;omeopatia ha ragione di esistere e di essere utilizzata, pur sapendo i suoi limiti e senza illudersi che si tratta di una terapia <strong>alternativa o sostitutiva</strong> a quella ordinaria, laddove i farmaci allopatici sono necessari e, per chi proprio non vuole servirsene, può sempre accettarla in questo modo: <strong>l&#8217;omeopatia di per se è solo un mezzo per attivare la capacità di guarigione già presente in noi !</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="font-size: xx-small;"><em>Fonte immagini. </em></span></strong><span style="font-size: xx-small;"><em>Wikipedia.org, http://vocearancio.ingdirect.it , guna.it</em></span><strong> </strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1834px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h3 class="western"><span style="font-size: small;">Conclusioni</span></h3>
<p><span style="font-size: small;"><span style="background: #ffff00;">Si può concludere che alla luce di ciò che è stato asserito, l&#8217;omeopatia ha ragione di esistere e di essere utilizzata, pur sapendo i suoi limiti e senza illudersi che si tratta di una terapia alternativa o sostitutiva a quella ordinaria, laddove i farmaci allopatici sono necessari e, per chi proprio non vuole servirsene, può sempre accettarla in questo modo: l&#8217;omeopatia di per se è solo un mezzo per attivare la capacità di guarigione già presente in noi !</span></span></p>
</div>
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		<title>Riepilogo dei files disponibili su Tibiona.it</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 14:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[glucosio acquistare]]></category>
		<category><![CDATA[la preparazione del fondant]]></category>
		<category><![CDATA[la preparazione della ghiaccia reale]]></category>
		<category><![CDATA[mopur]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari lettori,
non tutti sapranno che sul sito Tibiona.it sono disponibli molti approfondimenti e con questo post desidero segnalarveli.
Ricetta per pane alla farina multicereali nella m.d.p
Ricetta per pane alla farina multicereali 
Ricette per panettoni.
Cottura dello zucchero (novità !)
Utilizzo dello sciroppo di glucosio.
Caratteristiche del malto.
Caratteristiche del lievito di farro.
 Ricetta muffin.
Caratteristiche del fondant.
 Caratteristiche degli idrocolloidi.
 Caratteristiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori,</p>
<p>non tutti sapranno che sul sito Tibiona.it sono disponibli molti <strong>approfondimenti</strong> e con questo post desidero segnalarveli.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/multicereali-mdp.pdf" target="_blank">Ricetta per pane alla farina multicereali nella m.d.p</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/multicereali.pdf">Ricetta per pane alla farina multicereali </a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/panettone.pdf" target="_blank">Ricette per panettoni.</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/cot-zuc.pdf">Cottura dello zucchero (novità !)</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/glucosio.pdf">Utilizzo dello sciroppo di glucosio.</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/malto.pdf" target="_blank">Caratteristiche del malto.</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/lievitodifarro.pdf" target="_blank">Caratteristiche del lievito di farro.</a></em></strong></p>
<p><strong> <em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/muffin.pdf">Ricetta muffin</a>.</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/fondant.pdf">Caratteristiche del fondant.</a></em></strong></p>
<p><strong> <em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/idrocolloidi.pdf">Caratteristiche degli idrocolloidi.</a></em></strong></p>
<p><strong> <em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/mopur.pdf">Caratteristiche del Mopur.</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.tibiona.it/shop/files/tortilladimais.pdf" target="_blank">Tortillas di mais.</a></em></strong></p>
<p>Sono tutti i files<strong> pdf scaricabili </strong>comodamente.</p>
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		<title>Il malto fatto in casa</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 12:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[come fare il malto in casa]]></category>
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Come visto precedetemente, il malto è un ottimo dolcificante utilizzato nella cucina naturale e vista la semplicità del processo di produzione, è possibile farlo in casa senza particolari problemi. Occorre solo dell&#8217;orzo, della tintura di iodio, un filtro e poche altre cose. L&#8217;orzo deve essere maltato, ovvero precedentemente fatto germinare, privato della radichetta ed essiccato:  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/malto-homepage.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2362" title="malto homepage" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/malto-homepage.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p><a href="http://fysis.it/1975/alimenti/il-malto">Come visto precedetemente</a>, il malto è un ottimo <strong>dolcificante</strong> utilizzato nella cucina naturale e vista la semplicità del processo di produzione, è possibile farlo in casa senza particolari problemi. Occorre solo dell&#8217;orzo, della<strong> <a href="http://www.tibiona.it/shop/product_info.php?products_id=2185" target="_blank">tintura di iodio</a></strong>, un<a href="http://www.tibiona.it/shop/tibiona-product_info-n-Sacco_filtrante_Mashing_bag-cP-127_132_569-pId-2184.html" target="_blank"> filtro</a> e poche altre cose. L&#8217;orzo deve essere <a href="http://www.tibiona.it/shop/index.php?cPath=127_132_569" target="_blank">maltato</a>, ovvero precedentemente fatto germinare, privato della radichetta ed essiccato:  il processo è piuttosto lungo / complesso ed è per questo che conviene prenderlo già maltato.<br />
Il procedimento di produzione consiste nella macinatura dell&#8217;orzo, <strong>la cottura a temperature ben precise</strong>, il filtraggio e la concentrazione per evaporazione, ovvero il medesimo procedimento con cui si produce la <strong>birra</strong>, solo che, rispetto a quest&#8217;ultima, non si procede alla fermentazione finale con l&#8217;ausilio di lieviti.<br />
A questo<a href="http://www.tibiona.it/shop/files/maltohomemade.pdf" target="_blank"> indirizzo</a> è possibile scaricarsi il procedimento passo-passo.</p>
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		<title>Tibiona offline</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 09:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A causa di un incendio presso la serverfarm di Aruba, il sito tibiona.it è momentaneamente offiline in attesa del suo ripristino.
Verrà messo online al più presto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A causa di un <a href="http://tech.fanpage.it/i-server-di-aruba-in-fiamme-black-out-per-mezzo-web-italiano/" target="_blank">incendio</a> presso la serverfarm di Aruba, il sito tibiona.it è momentaneamente offiline in attesa del suo ripristino.<br />
Verrà messo online al più presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vaniglia o Vanillina ?!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 15:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora molte persone immaginano che vaniglia e vanilina (o vaniglina / etilvanillina) siano la stessa cosa ma in realtà tra le due &#8220;sostanze&#8221; vi è una notevole differenza, la vanillina è un aroma di sintesi ottenuto chimicamente da alcune frazioni del petrolio o dai residui della cellulosa (più precisamente dalla lignina contenuta nelle acque reflue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora molte persone immaginano che vaniglia e vanilina (o vaniglina / etilvanillina) siano la stessa cosa ma in realtà tra le due &#8220;sostanze&#8221; vi è una notevole differenza, la vanillina è un <strong>aroma di sintesi ottenuto chimicamente da alcune frazioni del petrolio</strong> o dai residui della cellulosa (più precisamente dalla lignina contenuta nelle acque reflue della cartiere), mentre la vaniglia è il bacello di una <strong>orchidea</strong> di origine messicana.</p>
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/Vanilla_planifolia_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2291" title="Vanilla_planifolia_1" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/Vanilla_planifolia_1.jpg" alt="Il fiore della vaniglia" width="500" height="404" /></a><span id="more-2288"></span>Perchè allora le due &#8220;sostanze&#8221; sono spesso utilizzate nelle medesime preparazione per conferire un sapore &#8220;simile&#8221; (o<strong> pseudosimile</strong>) ?<br />
Perchè semplicemente la vanillina è una delle sostanze aromatiche maggiormente presenti nella vaniglia naturale e quella maggiormente responsabile del suo sapore (in sostanza sono quei <strong>cristalli</strong> microscopici che si formano sulla supericie della vaniglia in stecche).<br />
Ma allora perchè non usare la vanillina (che tra l&#8217;altro costa molto meno) ?<br />
Il fatto che la vaniglia contenga per natura vanillina non è suficiente per definire identici di due &#8220;prodotti&#8221;, in quanto la vaniglia naturale contiene, oltre alla vanillina, più di <strong>250 sostanze aromatiche</strong> e questa notevole differenza fa sì che utilizzando vaniglia o la vanillina il risultato finale non è mai lo stesso. Inoltre il fatto che la vanillina artificiale si ottiene per sintesi chimica è opportuno che quest&#8217;ultima sia fatta con le migliori accortezze, eliminando ogni tipo di <strong>sostanza chimica</strong> utilizzata per la sua produzione (come il <strong>solvente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toluene" target="_blank">toluene</a></strong>).  Ciò che può sembrare palese, in realtà non lo è: ad esempio il 27 aprile 2010 un grandissimo lotto di vanillina sintentica provveniente dalla Norvegia fu <a href="http://www.oasiconsulting.com/ambiente/?azione=dettaglio&amp;id=96" target="_blank">ritirata dal mercato</a> perchè contaminata con il toluene. E cosa dire del fatto che circa la metà della <a href="http://trashfood.com/2010/05/dalla-lignina-alla-vanillina.html" target="_blank">vanillina del mondo proviene dalla <strong>Cina</strong></a> ? in questo caso gli <strong>standard qualitativi</strong> saranno identici a quelli europei&#8230;. ??</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/Vaniglia_frutto1.jpg"><img class="size-full wp-image-2300  aligncenter" title="Vaniglia_frutto" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/Vaniglia_frutto1.jpg" alt="" width="437" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Inoltre spesso la vanillina non è tale ma bensì <strong>etilvanillina</strong>, una molecola inesistenza in natura e circa 3 / 4 volte più potente della vanillina. Così innocua che viene classificata come <strong>irritante per la cute, per le vie respiratorie, nociva per ingestione e molto irritate per gli occhi !</strong> Non ci credete ? provate a <a href="http://www.google.it/search?q=etilvanillina&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a#q=etilvanillina+scheda+di+dati+di+sicurezza&amp;bih=579&amp;biw=1280&amp;fp=64a707df22ca5c82&amp;hl=it&amp;rls=org.mozilla:it%3Aofficial" target="_blank">cliccare qui.</a><br />
In conclusione, non so voi ma io preferisco la <a href="http://www.tibiona.it/shop/advanced_search_result.php?keywords=vaniglia&amp;x=0&amp;y=0&amp;categories_id=&amp;inc_subcat=1&amp;manufacturers_id=&amp;pfrom=&amp;pto=" target="_blank">vaniglia</a> ? <img src='http://fysis.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/vaniglia-naturale1.jpg"><img class="size-full wp-image-2295  aligncenter" title="vaniglia naturale" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/vaniglia-naturale1.jpg" alt="" width="450" height="381" /></a></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Fonte immagini. Fiore vaniglia (Wikipedia.org), Vaniglia verde ( http://www.prodottigianduja.com), Vaniglia in stecche (tibiona.it).</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Celiachia? No, Gluten Sensitivity</title>
		<link>http://fysis.it/2150/varie/celiachia-no-gluten-sensitivity</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 14:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza al frumento]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza al glutine]]></category>
		<category><![CDATA[Intolleranza al grano]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranze alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Celiachia, colon irritabile o disturbi vari: spesso la Gluten Sensitivity (GS) veniva scambiata per uno di questi problemi, soprattutto a causa della sua natura elusiva.
Tuttavia, ora la GS è stata identificata, aprendo così la strada ad una maggiore comprensione, oltreché a terapie più efficaci.
Merito della scoperta va ad una ricerca dell&#8217;Università di Baltimora (sezione School [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Celiachia, colon irritabile o disturbi vari: spesso la Gluten Sensitivity (GS) veniva scambiata per uno di questi problemi, soprattutto a causa della sua natura elusiva.</p>
<p>Tuttavia, ora la GS è stata identificata, aprendo così la strada ad una maggiore comprensione, oltreché a terapie più efficaci.</p>
<p>Merito della scoperta va ad una ricerca dell&#8217;Università di Baltimora (sezione School of Medicine) e della Seconda Università degli Studi di Napoli, diretta dai dottori <strong>Alessio Fasano</strong> ed <strong>Anna Sapone</strong> e pubblicata su &#8220;BMC Medicine&#8221;.</p>
<p>Gli scienziati sono partiti da un&#8217;evidenza empirica: la presenza di numerosi soggetti colpiti da sintomi <strong>analogi alla celiachia</strong> ma non affetti dalla malattia né da problemi equivalenti, come <span style="text-decoration: underline;"><strong>l&#8217;allergia al frumento</strong></span>. Allora, spiega Fasano, &#8221; Siamo partiti da qui, per capire il loro disturbo&#8221;.</p>
<p>E&#8217; stato così selezionato un campione di volontari: 42 celiaci, 26 affetti dal disturbo non identificato ed il gruppo di controllo.</p>
<p>Le analisi condotte sul loro organismo hanno permesso di identificare con chiarezza la gluten sensibility (GS), definendola come<strong> ipersensibilità</strong> e descrivendo i confini che la separano dalla celiachia vera e proprio. Come ricorda Fasano, anche se &#8220;Le due condizioni sono entrambe attivate dall&#8217;ingestione di glutine&#8221; esse sono rese diverse da meccanismi molecolari e di risposta immunitaria provocata. La celiachia si basa su un meccanismo autoimmune, provocato dal tentativo degli anticorpi di adattarsi alla presenza del glutine. <strong>La sensibilità al glutine è invece legata ad un sistema autoimmune innato</strong> (e non generato poi). Inoltre, mentre la celiachia si accompagna a danni e lesioni all&#8217;intestino, la GS è portatrice di infezioni per lo stesso organo.</p>
<p>In base ai dati raccolti, nella sola Italia esistono <strong>3 milioni di persone colpite da GS</strong>: ora, grazie al lavoro del team di Fasano e Sapone, potranno ricevere una diagnosi corretta e l&#8217;adeguato supporto medico.</p>
<p>In particolare, le nuove informazioni consentiranno di chiarire il ruolo del glutine per due condizioni particolari, come autismo e schizofrenia.</p>
<p>Attualmente, gli scienziati credono che l&#8217;autismo sia portatore di un difetto dell&#8217;intestino, colpevole dell&#8217;ingresso dell&#8217;organismo di sostanze tossiche. Primo imputato per questi problemi è il glutine, ma &#8220;L&#8217;incidenza della celiachia in questi soggetti è del 2%, mentre l&#8217;ipersensibilità al glutine arriva al 17-18%&#8221;. Discorso simile per la schizofrenia: l&#8217;indice puntato sulla celiachia potrebbe dover essere spostato sulla GS, presente nel 22% dei casi.</p>
<p>Infatti, conclude Fasano: &#8220;Il glutine è una molecola tossica: è l&#8217;unica proteina alimentare che non si digerisce completamente. E negli ultimi 100-150 anni il grano per la produzione alimentare è stato arricchito di glutine&#8221;.</p>
<p>Fonte. http://www.newsfood.com/q/5791eb7c/celiachia-no-gluten-sensitivity/</p>
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		<title>Tutto sul Pane fatto in casa su Rai 2</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 07:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[libro di aldo bongiovanni]]></category>
		<category><![CDATA[libro sul pane a pasta acida]]></category>
		<category><![CDATA[libro sul pane biologico]]></category>
		<category><![CDATA[libro sulla panificazione biologica]]></category>

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		<description><![CDATA[Con estremo piacere venerdì 25-02-11 nella rubrica Eat Parade è stato segnalato il  mio libro Tutto sul pane fatto in casa.
Guarda il video qui.
http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-b23b19f4-eeb1-4f4f-a2ff-745741488706.html
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con estremo piacere venerdì 25-02-11 nella rubrica <strong>Eat Parade</strong> è stato segnalato il  mio libro <strong>Tutto sul pane fatto </strong><strong><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/eat-parade.jpg"><img class="size-full wp-image-2118 alignleft" title="eat-parade" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/eat-parade.jpg" alt="" width="250" height="186" /></a></strong><strong>in casa.</strong></p>
<p>Guarda il video qui.</p>
<p>http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-b23b19f4-eeb1-4f4f-a2ff-745741488706.html</p>
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		<title>Pizze strepitose e non solo</title>
		<link>http://fysis.it/2023/varie/pizze-strepitose-e-non-solo</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 07:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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Se amate la buona cucina e vi trovate nei pressi di Cuneo vi suggerisco di fare un salto alla pizzeria ristorante Amadeus di Lurisia, gestita da due grandi  giovani intraprendenti: Luca Scali e Katia Plazi.  Alla pizzeria ristorante Amadeus il cibo è buonissimo, in paricolar modo le pizze come quella con la pasta madre e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/f.piz_.-003.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2024" title="f.piz. 003" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/f.piz_.-003.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Se amate la buona cucina e vi trovate nei pressi di Cuneo vi suggerisco di fare un salto alla pizzeria ristorante Amadeus di Lurisia, gestita da due grandi  giovani intraprendenti: <strong>Luca Scali </strong>e <strong>Katia Plazi</strong>.  Alla pizzeria ristorante Amadeus il cibo è buonissimo, in paricolar modo le pizze come quella con la <strong>pasta madre</strong> e con le <strong>farine biologiche</strong>, tra cui quella<strong> integrale macinata a pietra</strong>.  Poi c&#8217;è tutto il resto che di certo non è da meno: la pizza tradizionale, i <strong>dolci naturali</strong> (senza latticini e frumento), le<strong> birre artigianali</strong> (tra cui quella del Baladin di Piozzo) e  il vino pregiato.<br />
<span id="more-2023"></span></p>
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/n1578374250_30056030_6686.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2033" title="n1578374250_30056030_6686" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/n1578374250_30056030_6686.jpg" alt="" width="483" height="362" /></a></p>
<p>La pizzeria si trova a Lurisia, in centro paese, e la si può facilmente individuare dal camino fumante del <strong>forno a legna</strong>, dove immancabilmente si cuociono le pizze. Lurisia è un paesino nei pressi di Roccaforte Mondovì famoso per le sue terme e per la sua acqua, l&#8217;acqua delle terme Lurisia appunto (<a href="http://www.lurisia.it/" target="_blank">http://www.lurisia.it/</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/logo-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2026" title="logo 4" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/logo-4.jpg" alt="" width="437" height="190" /></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pizzeria Ristorante Amadeus<br />
Via delle Terme 6<br />
Tel. 0174 583572<br />
Anche su facebook.</strong> <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=50077518011" target="_blank">http://www.facebook.com/group.php?gid=50077518011</a></p>
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