<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fysis.it &#187; Ingredienti</title>
	<atom:link href="http://fysis.it/categorie/panificazione/ingredienti/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://fysis.it</link>
	<description>Benessere, Ambiente e Salute</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 13:37:56 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Le caratteristiche sensoriali e visive del lievito madre</title>
		<link>http://fysis.it/1542/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-sensoriali-e-visive-del-lievito-madre</link>
		<comments>http://fysis.it/1542/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-sensoriali-e-visive-del-lievito-madre#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[com'è il lievito madre]]></category>
		<category><![CDATA[come capire il lievito madre]]></category>
		<category><![CDATA[lievito madre come si presenta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=1542</guid>
		<description><![CDATA[Ecco alcune delle caratteristiche più salienti che distinguono il lievito madre a seconda della tipologia e del grado di maturazione.

Maturo al punto giusto. sapore acido dolce senza retrogusti, pasta di colore bianco, avorio, soffice, con alveoli prolungati con PH ottimale 4,5 (+/- 0,3)


Troppo debole. sapore poco acido, quasi insipido, colore eccessivamente chiaro quasi bianco, pasta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco alcune delle caratteristiche più salienti che distinguono il lievito madre a seconda della tipologia e del grado di maturazione.</p>
<ul>
<li><strong>Maturo al punto giusto. </strong>sapore acido dolce senza retrogusti, pasta di colore bianco, avorio, soffice, con alveoli prolungati con PH ottimale 4,5 (+/- 0,3)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Troppo debole. </strong>sapore poco acido, quasi insipido, colore eccessivamente chiaro quasi bianco, pasta compatta scarsamente alveolata con PH superiore a 5.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Troppo forte.</strong> sapore acido amaro, colore giallastro, alveoli irregolari e rotondi, consistenza appiccicosa con PH inferiore a 4.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Troppo acido.</strong> sapore di aceto, formaggio (acido buttirico), colore grigio, appiccicoso e PH molto basso.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/1542/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-sensoriali-e-visive-del-lievito-madre/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addensanti e Gelatinizzanti</title>
		<link>http://fysis.it/1466/alimenti/addensanti-e-gelatinizzanti</link>
		<comments>http://fysis.it/1466/alimenti/addensanti-e-gelatinizzanti#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 05:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[agar agar]]></category>
		<category><![CDATA[alginato di sodio]]></category>
		<category><![CDATA[amdio]]></category>
		<category><![CDATA[amido]]></category>
		<category><![CDATA[arrowroot]]></category>
		<category><![CDATA[carragenina]]></category>
		<category><![CDATA[farina di carruba]]></category>
		<category><![CDATA[farina di semi di carruba]]></category>
		<category><![CDATA[farina di semi di guar]]></category>
		<category><![CDATA[gelatina alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[gomma di xhantano]]></category>
		<category><![CDATA[kuzu]]></category>
		<category><![CDATA[lecitina]]></category>
		<category><![CDATA[metolose]]></category>
		<category><![CDATA[pectina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=1466</guid>
		<description><![CDATA[Esistono numerosi ingredienti che possono essere utilizzati per addensare e gelatinizzare gli alimenti, il problema che spesso nasce è però la modalità d&#8217;uso corretta. In questa scheda che vi propongo c&#8217;è una cernita dei più diffusi con tanto di modalità d&#8217;uso, caratteristiche, ph ottimale, temperatura ottimale ecc. ecc.
I gelatinizzanti e addensanti illustrati sono: amido, kuzu, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono numerosi ingredienti che possono essere utilizzati per <strong>addensare e gelatinizzare</strong> gli alimenti, il problema che spesso nasce è però la modalità d&#8217;uso corretta. In questa scheda che vi propongo c&#8217;è una cernita dei più diffusi con tanto di modalità d&#8217;uso, caratteristiche, ph ottimale, temperatura ottimale ecc. ecc.<br />
I gelatinizzanti e addensanti illustrati sono: <em><strong>amido, kuzu, arrow-root, pectina, agar-agar, carragenina, lecitina, metolose (idropropilmetilcellulosa), farina di semi di carruba, farina di semi i guar, gelatina alimentare, alginato di sodio e gomma di xhantano. </strong></em><br />
Mentre alcuni di essi sono prodotti pressochè<strong> naturali </strong>ed estratti con <strong>processi fisici</strong> (farina di semi di carruba, amido, farina di guar&#8230;), altri sono ottenuti invece processi chimici più o meno complessi;  li ho inseriti per avere un quadro generale ma suggerisco tuttavia di scegliere quanto possibile i <strong>primi</strong>.</p>
<p>Potete scaricare il files con tutte le illustrazioni <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/idrocolloidi.pdf" target="_blank">qui.<br />
</a>Vi ricordo che buon parte di questi addensanti/gelatinizzanti li potete trovare su <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/idrocolloidi.pdf" target="_blank">www.tibiona.it</a></p>
<p>Buona lettura</p>
<p><strong><em>Aldo Bongiovanni</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/1466/alimenti/addensanti-e-gelatinizzanti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La maturazione e conservazione della farina</title>
		<link>http://fysis.it/1399/alimenti/la-maturazione-e-conservazione-della-farina</link>
		<comments>http://fysis.it/1399/alimenti/la-maturazione-e-conservazione-della-farina#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 05:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[conservare la farina]]></category>
		<category><![CDATA[maturazion della farina]]></category>
		<category><![CDATA[maturazione della farina]]></category>
		<category><![CDATA[scadenza farina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=1399</guid>
		<description><![CDATA[Nel periodo estivo, in particolare, è facile ritrovarsi le farine infestate dagli insetti (vermi e farfalle). Ciò, diversamente da quello che si può pensare, non è legato alla bassa qualità delle stesse (piuttosto è inversamente proporzionale) ma alle condizioni ambientali avverse (caldo e umidità eccessiva).
In qualunque farina (eccetto quelle “sterilizzate” tramite processi industriali) sono contenute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo estivo, in particolare, è facile ritrovarsi le farine infestate dagli <strong>insetti</strong> (vermi e farfalle). Ciò, diversamente da quello che si può pensare, non è legato alla bassa qualità delle stesse (piuttosto è inversamente proporzionale) ma alle condizioni ambientali avverse (caldo e umidità eccessiva).<br />
In qualunque farina (eccetto quelle “sterilizzate” tramite processi industriali) sono contenute le <strong>uova degli insetti</strong>, le quali si schiudono rapidamente non appena si trovano nelle condizioni ideali.<br />
<span id="more-1399"></span><br />
Come buona parte degli alimenti, anche le farine sono nutrizionalmente migliori quando sono fresche (cioè macinate da non moltissimo tempo) ma si posso definire tali anche <strong>dopo 1 mese</strong> successivo alla macinazione: non devono per forza essere lavorate da pochissimo tempo, una leggera maturazione le migliora addirittura, rendendole<strong> più digeribili</strong> (idrolizzazione dell&#8217;amido, liberazione degli acidi grassi e degli amminoacidi). La farina che trae però i benefici maggiori dalla maturazione è quella che <strong>genera glutine</strong> (frumento, farro e Kmut) in quanto, appena macinata, ha un capacità di <strong>assorbimento</strong> molto bassa, forma un <strong>impasto debole e appiccicoso </strong>che produce un pane poco sviluppato. Trascorso invece un breve periodo di maturazione (indicativamente <strong>3 settimane</strong>) le qualità tecniche iniziano a migliorare: aumenta l&#8217;assorbimento e la capacità di trattenere l&#8217;anidride carbonica sviluppata durante la fermentazione. Se il processo di maturazione dovesse tuttavia proseguire eccessivamente (oltre le <strong>8 settimane</strong>) la farina diventa sempre più forte, più chiara (ossidazione dei pigmenti carotenoidi) fino a peggiorare le caratteristiche iniziali e diventare “<strong>gessata</strong>” (durante la lavorazione si noterà che l&#8217;impasto sarà diventato poco elastico). Eccedendo ulteriormente, la farina diventerà sempre più <strong>acida</strong> e con un&#8217;attività enzimatica eccessivamente alta che determinerà impasti appiccicosi e un pane poco sviluppato, con una crosta scura.<br />
Anche l&#8217;umidità della farina ne risente ma ciò dipende dall&#8217;ambiente di conservazione: se è umido acquisisce umidità mentre se asciutto viceversa. I grassi vengono invece scissi dalla lipasi, liberando gli acidi grassi che in un primo momento si trasformeranno i <strong>perossidi</strong> (sic!) che rafforzano il glutine mentre successivamente si trasformano in aldeidi e chetoni che rilasciano un odore e un sapore sgradevole (diventa rancida).<br />
Tutto ciò può essere però ostacolato conservando la farina in condizioni anaerobiche (senza aria) oppure, marginalmente, in confezioni più piccole.</p>
<p>Buon inizio settimana</p>
<p><em><strong>Aldo Bongiovanni</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/1399/alimenti/la-maturazione-e-conservazione-della-farina/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo Strutto</title>
		<link>http://fysis.it/1089/alimenti/lo-strutto</link>
		<comments>http://fysis.it/1089/alimenti/lo-strutto#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 06:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[pane strutto]]></category>
		<category><![CDATA[strutto caratteristiche]]></category>
		<category><![CDATA[strutto caratteristiche avverse]]></category>
		<category><![CDATA[strutto in panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[strutto pane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=1089</guid>
		<description><![CDATA[Si tratta di un grasso suino di bassissima qualità di colore bianco, di consistenza compatta e privo di odori (a freddo) mentre riscaldato rilascia il suo tipico odore nauseante; composto quasi esclusivamente da grassi di tipo saturo deleteri per il sistema cardio-circolatorio.
La produzione dello strutto viene effettuata per prima cosa togliendo la cotenna (la parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si tratta di un grasso suino di <strong>bassissima qualità</strong> di colore bianco, di consistenza compatta e privo di odori (a freddo) mentre riscaldato rilascia il suo tipico <strong>odore nauseante</strong>; composto quasi esclusivamente da grassi di tipo saturo deleteri per il sistema cardio-circolatorio.<br />
La produzione dello strutto viene effettuata per prima cosa togliendo la cotenna (la parte che in futuro previa</p>
<div id="attachment_1090" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1090" title="strutto" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/strutto.jpg" alt="lo Strutto" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">lo Strutto</p></div>
<p>salagione e salatura diventerà il lardo), viene quindi tagliato a pezzi, insieme alla sugna (tessuto adiposo surrenale) e ad altri grassi di recupero del suino. Viene scaldato fino ad 85° al fine di far evaporare la poca acqua contenuta e favorire la separazione totale dello strutto. Lo scarto della lavorazione privato di tutto lo strutto possibile e composto unicamente dalla parte fibra e prende il nome di ciccioli.<br />
Esiste una variante nella produzione che prevede come fonte di calore il vapore ad alta pressione e l&#8217;utilizzo di conservanti e anti-ossidanti per impedire l&#8217;inracidimento.<br />
In panificazione viene utilizzato largamente per il suo <strong>basso costo</strong> e per la capacità di migliorare la friabilità dei prodotti da forno e la leggerezza (in termini di peso, non di calorie !).<br />
Inoltre, tra le caratteristiche avverse dello strutto, c&#8217;è l<strong>&#8216;appetibilità</strong> che conferisce ai prodotti da forno: talmente intensa che<strong> inibisce i centri della sazietà</strong> inducendo a consumare i prodotti in cui viene aggiunto in quantità maggiore rispetto al proprio fabbisogno.</p>
<p><span id="more-1089"></span>Malgrado la bassa qualità del prodotto, lo strutto entra a far parte di moltissime<strong> ricette tradizionali</strong>, come ad esempio la piadina romagnola, l&#8217;erbazzone reggiano, le tigelle modenesi, le seadas e le pardulas sarde, le brioches, i cannoli siciliani, il casatiello napoletano e la famosa Coppia Ferrarese (I.G.P), il pane tipico di Ferrara.<br />
Se lo strutto è un ingrediente sconsigliato per la preparazione dei prodotti da forno di qualità, ha però un lato positivo: possiede un punto di fumo molto alto (circa 250°) che lo rende un grasso da cottura molto stabile.<br />
Lo strutto va conservato in luoghi freschi e privi di odori intensi in quanto tende a cambiare velocemente le caratteristiche iniziali (sembra strano ma riesce ancora a peggiore, nonostante sia già un prodotto scadente !).<br />
<strong>Qual&#8217;è quindi il luogo più adatto per conservarlo ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Nel magazzino / negozio del venditore: cioè non comprarlo !!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Buon week end</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aldo Bongiovanni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><em>Fonte immagine. www.albanesi.it</em></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/1089/alimenti/lo-strutto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Farina di Fave in Panificazione</title>
		<link>http://fysis.it/1037/alimenti/la-farina-di-fave-in-panificazione</link>
		<comments>http://fysis.it/1037/alimenti/la-farina-di-fave-in-panificazione#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 05:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[aumento W con farina di fave]]></category>
		<category><![CDATA[carattetistiche farina di fave]]></category>
		<category><![CDATA[farina di fave baguette]]></category>
		<category><![CDATA[farina di fave e capacità funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[farina di fave e W]]></category>
		<category><![CDATA[farina di fave panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[la farina di fave]]></category>
		<category><![CDATA[utilizzo della farina di fave in panificazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=1037</guid>
		<description><![CDATA[Se le farine diverse dal frumento sono solitamente impiegate con quest&#8217;ultimo per conferire il sapore delle stesse, la farina di fave possiede inoltre la capacità di migliorare le caratteristiche tecniche dell&#8217;impasto.
In Francia viene ad esempio largamente impiegata per la preparazione della baguette, in quanto accentua la tipicità di questo tipo di pane (colorazione, consistenza della mollica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se le farine diverse dal frumento sono solitamente impiegate con quest&#8217;ultimo per conferire il sapore delle stesse, la farina di fave possiede inoltre la capacità di <em><strong>migliorare le caratteristiche tecniche dell&#8217;impasto</strong></em>.<br />
In Francia viene ad esempio largamente impiegata per la preparazione della <em><strong>baguette</strong></em>, in quanto accentua la tipicità<span id="more-1037"></span> <img class="alignleft size-full wp-image-1039" title="farina-di-fave-1kg" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/farina-di-fave-1kg.jpg" alt="farina-di-fave-1kg" width="270" height="612" />di questo tipo di pane (colorazione, consistenza della mollica e della crosta).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modalità d&#8217;uso.</strong> Impiegata per conferire le caratteristiche della stessa, trascurando la capacità funzionale, la  sua dose di impiego oscilla <em><strong>tra il 15 e il 20% </strong></em>in combinazione della farina di frumento (o altra farina che genera glutine come farro e Kamut).<br />
Impiegata invece in misura ridotta <em><strong>(1%</strong></em><em><strong>)</strong></em> nelle farine che generano glutine migliora notevolmente le attitudini panificatore:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> &#8211; Aumenta il W<br />
- Aumenta la stabilità<br />
- Aumenta l&#8217;assorbimento<br />
- Migliora lo sviluppo del pane<br />
- Intensifica la colorazione della crosta<br />
- Schiarisce la mollica</em></strong></p>
<p><strong> Caratteristiche nutrizionali.</strong> Si tratta di una farina ricca di proteine e <em><strong>fibra (28%)</strong></em>, caratterizzata inoltre da un apporto calorico esiguo.<br />
Non va utilizzata in caso di<em><strong> favismo</strong></em>, una malattia genetica dovuta alla carenza di un enzima (glucosio-6-fosfato deidrogenasi), deputato alla inibizione di due sostanze presenti nella fava (la vicina e la convicina).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/1037/alimenti/la-farina-di-fave-in-panificazione/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le caratteristiche del glutine</title>
		<link>http://fysis.it/997/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-del-glutine</link>
		<comments>http://fysis.it/997/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-del-glutine#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 04:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[a cosa serve il glutine]]></category>
		<category><![CDATA[aggiunta del glutine nelle farine]]></category>
		<category><![CDATA[cos'è il glutine]]></category>
		<category><![CDATA[da cosa è composto il glutine]]></category>
		<category><![CDATA[farine con glutine]]></category>
		<category><![CDATA[glutine e panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[il glutine più indicato in panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[qualità del glutine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=997</guid>
		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente parlare del glutine ma di cosa si tratta realmente è chiaro a poche persone, vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche che deve possedere per generare un&#8217;impasto adeguatamente panificabile.
Per prima cosa bisogna dire che il glutine non esiste in natura ma bensì è una sostanza che si forma a contatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sempre più spesso si sente parlare del glutine ma di cosa si tratta realmente è chiaro a poche persone, vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche che deve possedere per generare un&#8217;impasto adeguatamente panificabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa bisogna dire che il glutine <strong>non esiste in natura</strong> ma bensì è una sostanza che si forma a contatto con l&#8217;acqua in determinati sfarinati di cereali: frumento tenero, frumento duro, grano Kamut ®, farro e segale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-998 alignleft" title="gluten-07" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/gluten-07.jpg" alt="gluten-07" width="360" height="270" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il glutine è composto da <strong>proteine insolubili</strong> in acqua: prolamine (soprattutto <strong>gliadina</strong>) e dalle gluteline (sopratutto<strong> glutenina</strong>). La gliadina, appena viene a contatto con l&#8217;acqua, acquisisce una forma collosa e fluida mentre la glutenina nella medesima situazione, si aggrega formando una massa molto elastica, resistente e compatta. Il glutine formato presenta le caratteristiche combinate delle due proteine.<span id="more-997"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di ciò è ovvio che <strong>le caratteristiche meccaniche del glutine dipendono dal bilanciamento delle prolamine e delle gluteline</strong>. Una farina forte come il <strong>Manitoba</strong> solitamente ha una presenza maggiore di glutenine mentre in una farina debole, come quella da biscotti, ha una prevalenza di gliadina e il suo glutine sarà di conseguenza molle e poco spugnoso.</p>
<p style="text-align: justify;">La determinazione del glutine può essere espressa in due modi: <strong>glutine umido e glutine secco. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il procedimento di estrazione è identico per entrambi ma mentre il primo viene estratto previo lavaggio dell&#8217;impasto formato da farina e acqua il secondo viene successivamente essiccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo forma diversa del glutine è utile per determinare la sua <strong>capacità di assorbimento</strong> (che può raggiungere addirittura il 200%).</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, anche in questo caso, la capacità di assorbimento è determinata dalla presenza più o meno elevata di gliadine.</p>
<address style="text-align: justify;">Fonte immagine. http://al.godsdirectcontact.org.tw</address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/997/panificazione/approfodimenti/le-caratteristiche-del-glutine/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lievito di Farro Attivo: modalità d&#8217;uso</title>
		<link>http://fysis.it/950/panificazione/lievito-di-farro-attivo-modalita-duso</link>
		<comments>http://fysis.it/950/panificazione/lievito-di-farro-attivo-modalita-duso#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[come si usa la pasta acida]]></category>
		<category><![CDATA[come si usa la pasta acida essicata]]></category>
		<category><![CDATA[come si usa la pasta acida essiccata]]></category>
		<category><![CDATA[lievito essiccato modalità d'uso]]></category>
		<category><![CDATA[pasta madre essiccata]]></category>
		<category><![CDATA[ricette pasta acida essiccata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=950</guid>
		<description><![CDATA[Da un pò di tempo su TiBioNa è disponibile il lievito di farro attivo, una rivoluzionaria alternativa al lievito di birra in grado di migliorare su molti punti i prodotti da forno:

Digeribilità
Sapore
Profumo
Conservazione&#8230;

Molti clienti chiedono come utilizzarlo al meglio e, alla luce di ciò, ho pensato di illustrarvi dettagliatamente il processo di preparazione ed alcuni approfondimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un pò di tempo su TiBioNa è disponibile il lievito di farro attivo, una <strong>rivoluzionaria alternativa al lievito di birra</strong> in grado di migliorare su molti punti i prodotti da forno:</p>
<ul>
<li><strong>Digeribilità</strong></li>
<li><strong>Sapore</strong></li>
<li><strong>Profumo</strong></li>
<li><strong>Conservazione&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Molti clienti chiedono come utilizzarlo al meglio e, alla luce di ciò, ho pensato di illustrarvi dettagliatamente il processo di preparazione ed alcuni <strong>approfondimenti tecnici</strong>.</p>
<p><span id="more-950"></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti per pane integrale</span></strong></p>
<ul>
<li>100g di <a href="http://www.tibiona.it/shop/tibiona-index-n-Farine-cP-24.html" target="_blank">farina integrale (farro, kamut, frumento, segale)</a></li>
<li>10g di <a href="http://www.tibiona.it/shop/tibiona-product_info-n-Pasta_Acida_di_Farro_Attiva_250g_BIO-pId-1404.html" target="_blank">lievito di farro attivo</a></li>
<li>2,5g di <a href="http://http://www.tibiona.it/shop/index.php?cPath=76_335" target="_blank">sale integrale</a></li>
<li>60ml di acqua</li>
</ul>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti per pane bianco</span></strong></p>
<ul>
<li>100g di <a href="http://www.tibiona.it/shop/tibiona-index-n-Farine-cP-24.html" target="_blank">farina tipo &#8220;0&#8243; , &#8220;00&#8243; o &#8220;2&#8243; (il top è la manitoba, segue il frumento tradizionali, kamut farro)</a></li>
<li>10g di <a href="http://www.tibiona.it/shop/tibiona-product_info-n-Pasta_Acida_di_Farro_Attiva_250g_BIO-pId-1404.html" target="_blank">lievito di farro attivo</a></li>
<li>2,5g di<a href="http://www.tibiona.it/shop/index.php?cPath=76_335" target="_blank"> sale integrale</a></li>
<li>55ml di acqua</li>
</ul>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Procedimento (identico per entrambi)</span></strong></p>
<p>Lavorate gli ingredienti fino a quando l&#8217;impasto sarà liscio e omogeneo (10 min. circa), disponetelo in un contenitore infarinato e sigillato con della pellicola trasparente.  Lasciatelo ad una temperatura di <strong>25-27° per 8 ore</strong>, formate quindi il pane, infarinatelo e lasciatelo lievitare per ancora <strong>2 ore</strong> (coperto con un panno di cotone). Infornate a <strong>180°</strong> fino a quando la superficie sarà leggermente <strong>dorata</strong> (20-30 min.).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>F.a.q</strong></span></p>
<ul>
<li><strong>I lievito di farro attivo è identico a quello fatto con il procedimento tradizionale ?</strong></li>
</ul>
<p>è molto simile ma diverge leggermente per il fatto che il processo di produzione prevede la selezione dei <strong>micro-organismi termo-resistenti</strong>, pertanto ne consegue che il lievito di farro attivo a una microflora <strong>standardizzata</strong> mentre quello prodotto con il metodo tradizionale ha una microflora più ricca e più <strong>eterogenea</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Come posso renderlo simile a quello tradizionale ?</strong></li>
</ul>
<p>semplicemente con il passare del tempo viene &#8220;contaminata&#8221; dai microorganismi presenti nell&#8217; aria, nell&#8217;acqua e nella farina (<strong>bastano alcuni giorni</strong>). Essi moduleranno la flora rendendola <strong>identica</strong> a quella della pasta madre oppure, per <strong>velocizzare il processo</strong>, potete aggiungere ingredienti che conferiscano batteri lattici, acetici e lieviti diversi, come la <strong>frutta matura</strong> (ad es. la mela) e il <strong><a href="http://www.tibiona.it/shop/index.php?cPath=67_106" target="_blank">miele</a></strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Quando li aggiungo ?</strong></li>
</ul>
<p>vi suggerisco in questo caso di fare un <strong>pre-impasto</strong> e non utilizzarlo direttamente per la preparazione del pane (potrebbe<strong> alterare</strong> il sapore del pane).</p>
<ul>
<li><strong>Se non utilizzo tutto il lievito di farro cosa ne faccio ?</strong></li>
</ul>
<p>lo potete utilizzare per gli impasti successivi al fine di evitare lo &#8220;scomodo&#8221; <strong>mantenimento</strong> del lievito madre con i vari <strong>rinfreschi</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Se voglio crearmi un lievito madre da quello essiccato che possa utilizzare per sempre, come faccio ?</strong></li>
</ul>
<p>seguite la stessa ricetta del pane (quella sopra descritta) <strong>escludendo il sale,</strong> fate fermentare il tutto per a<strong> 25-27° </strong>e lo conservate in<strong> frigo</strong> (in un contenitore infarinato e sigillato con pellicola). Ricordatevi che andrà aggiunta <strong>farina e acqua</strong> almeno una volta a settimana per mantenerlo in <strong>vita</strong> (<strong>rinfreschi</strong>).</p>
<ul>
<li><strong>In che modo ?</strong></li>
</ul>
<p>aggiungete gli <strong>stessi ingredienti </strong>e nella <strong>stessa quantità</strong> che avete impiegato nella preparazione dello stesso: se ad esempio l&#8217; avete preparato con 100g di farina e 55ml di acqua aggiungete 100g di farina e 55ml di acqua (ovviamente <strong>non dovrete più utilizzare il lievito essiccato !</strong>), impastate il tutto e lo lasciate <strong>10 a 25-27°.</strong> Lo conserverete poi nel <strong>frigo</strong> con gli stessi criteri precedenti (pellicola e contenitore).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/950/panificazione/lievito-di-farro-attivo-modalita-duso/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>29</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La pasta madre</title>
		<link>http://fysis.it/938/panificazione/approfodimenti/la-pasta-madre</link>
		<comments>http://fysis.it/938/panificazione/approfodimenti/la-pasta-madre#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[come si prepara la crescente]]></category>
		<category><![CDATA[come si prepara la pasta acida]]></category>
		<category><![CDATA[cose il lievito madre]]></category>
		<category><![CDATA[panificare con la pasta acida]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione lievito madre]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta pasta madre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=938</guid>
		<description><![CDATA[Per chi avesse difficoltà a consultare il video della pasta madre http://fysis.it/63/panificazione/approfodimenti/lievito-madre, ecco una rappresentazione fotografica semplice ed immediata.

Alcuni indicazioni importanti.
- La temperatura di fermentazione tra un aggiunta e l&#8217;altra (rinfreschi) è 25-27°.
- Il contenitore va sempre coperto con una pellicola trasparente per evitare la formazione della crosta.
- La pasta madre si utilizza mediamente al 15% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi avesse difficoltà a consultare il video della pasta madre <a href="http://fysis.it/63/panificazione/approfodimenti/lievito-madre">http://fysis.it/63/panificazione/approfodimenti/lievito-madre</a>, ecco una rappresentazione fotografica semplice ed immediata.</p>
<div id="attachment_939" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-939" title="pm1" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/pm1.jpg" alt="50g di farina integrale + 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare per 48 ore" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">50g di farina integrale + 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare per 48 ore</p></div>
<p><span id="more-938"></span></p>
<div id="attachment_940" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-940" title="pm2" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/pm2.jpg" alt="Aggiungo altri 50g di farina e altri 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare per 48 ore." width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Aggiungo altri 50g di farina integrale  e altri 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare per 48 ore.</p></div>
<div id="attachment_941" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-941" title="pm3" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/pm3.jpg" alt="Aggiungo altri 50g di farina integrale e 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare 48 ore." width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Aggiungo altri 50g di farina integrale e 27ml di acqua, impasto 10 min. e lascio riposare 48 ore.</p></div>
<div id="attachment_942" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-942" title="pm4" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/pm4.jpg" alt="Trascorse 144 ore (48+48+48) eccola pronta ! " width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Trascorse 144 ore (48+48+48) eccola pronta ! </p></div>
<div id="attachment_943" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-943" title="pm5" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/pm5.jpg" alt="Ecco come si presenta internamente: spugnosa e morbida." width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ecco come si presenta internamente: spugnosa e morbida.</p></div>
<p><em><strong>Alcuni indicazioni importanti.</strong></em></p>
<p>- La temperatura di fermentazione tra un aggiunta e l&#8217;altra (rinfreschi) è <strong>25-27°.</strong><br />
- Il contenitore va sempre coperto con una <strong>pellicola trasparente</strong> per evitare la formazione della <strong>crosta.</strong><br />
- La pasta madre si utilizza mediamente al <strong>15% in relazione alla farina usata</strong> (cioè 100g di farina 10g di lievito madre).<br />
- Il tempo di fermentazione è mediamente <strong>8-10 ore</strong> rispetto ai 60-90 min. del lievito di birra.<br />
- La quantità d&#8217;acqua impiegata è <strong>poco influente</strong> alla realizzazione della stessa e può variare a propria discrezione (un impasto umido fermenterà più <strong>velocemente</strong> di uno asciutto ma è più probabile il rischio che si formino <strong>muffe</strong> indesiderate)</p>
<p>Buona panificazione, un caro saluto</p>
<p>Aldo Bongiovanni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/938/panificazione/approfodimenti/la-pasta-madre/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il ruolo dell&#8217;acqua nei Prodotti da Forno</title>
		<link>http://fysis.it/870/correlati/il-ruolo-dellacqua-nei-prodotti-da-forno</link>
		<comments>http://fysis.it/870/correlati/il-ruolo-dellacqua-nei-prodotti-da-forno#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 14:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Correlati]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua ideale per il pane]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pane]]></category>
		<category><![CDATA[l'acqua nel pane]]></category>
		<category><![CDATA[l'acqua più adatta alla preparazione del pane]]></category>
		<category><![CDATA[le caratteristiche dell'acqua]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=870</guid>
		<description><![CDATA[Nella preparazione del pane l&#8217;acqua è un&#8217;ingrediente molto influente, infatti copre il 50-60% dell&#8217;impasto e, se presenta caratteristiche avverse, può alterarlo.
L&#8217;acqua più indicata alla preparazione del pane dev&#8217;essere limpida, priva di odori e sapori sgradevoli e non eccessivamente dura (ricca di sali di magnesio e di calcio), altrimenti genererà un maglia glutinica eccessivamente rigida e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella preparazione del pane l&#8217;acqua è un&#8217;ingrediente molto <strong>influente</strong>, infatti copre il 50-60% dell&#8217;impasto e, se presenta caratteristiche avverse, può alterarlo.</p>
<p>L&#8217;acqua più indicata alla preparazione del pane dev&#8217;essere<strong> limpida, priva di odori e sapori sgradevoli </strong>e non eccessivamente <strong>dura</strong> (ricca di sali di magnesio e di calcio), altrimenti genererà un maglia glutinica eccessivamente <strong>rigida e corta</strong>.</p>
<p>Ecco una tabella riepilogativa delle varie gradazioni.<span id="more-870"></span></p>
<ul>
<li>fino a 7 °f: <strong>molto dolci</strong></li>
<li>da 7 °f a 14 °f: <strong>dolci</strong></li>
<li>da 14 °f a 22 °f: <strong>mediamente dure</strong></li>
<li>da 22 °f a 32 °f: <strong>discretamente dure</strong></li>
<li>da 32 °f a 54 °f: <strong>dure</strong></li>
<li>oltre 54 °f: <strong>molto dure</strong></li>
</ul>
<p>La durezza viene espressa in<strong> gradi francesi <span style="font-weight: normal;">e indicano che sono presenti 10mg / litro (oppure 10ppm) di carbonato di calcio ogni grado della scala.<br />
I gradi francesi non vanno confusi con i <strong>Fahrenheit</strong> che sono identificati con la <strong>°F</strong> maiuscola.<br />
Chi non avesse modo di procurarsi un&#8217;acqua particolarmente dolce, ha come unica soluzione l&#8217;acquisto di un </span>addolcitore<span style="font-weight: normal;">.</span></strong></p>
<p>Come alternativa all&#8217; acqua si può anche utilizzare altri liquidi come il latte (più sapore, più conservazione, maggiore quantità d&#8217;acqua trattenuta), succo di mela (per i dolci, che evita l&#8217;utilizzo massiccio di dolcificanti) oppure thè verde (migliora il sapore e il valore nutritivo, conferendo cotechine).</p>
<p>Non c&#8217;è invece da preoccuparsi per quanto riguarda l&#8217;eventuale carica batterica eccessivamente alta: la cottura sterilizza il prodotto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/870/correlati/il-ruolo-dellacqua-nei-prodotti-da-forno/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tabella conversione pesi</title>
		<link>http://fysis.it/855/correlati/tabella-conversione-pesi</link>
		<comments>http://fysis.it/855/correlati/tabella-conversione-pesi#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Correlati]]></category>
		<category><![CDATA[Ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[fecola 1 bicchiere]]></category>
		<category><![CDATA[peso bicchiere]]></category>
		<category><![CDATA[peso bicchiere farina]]></category>
		<category><![CDATA[peso farina cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[peso tazza]]></category>
		<category><![CDATA[quantità approssimative ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tabella conversione misure ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tabella conversione pesi ricette]]></category>
		<category><![CDATA[un bicchiere quantità]]></category>
		<category><![CDATA[un cucchiaio quantità]]></category>
		<category><![CDATA[una tazza di farina]]></category>
		<category><![CDATA[una tazza di olio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fysis.it/?p=855</guid>
		<description><![CDATA[In molte ricette di questo blog le indicazioni sul peso sono rappresentate con il cucchiaio, il bicchiere, la tazza ecc. ecc. Senza conoscere l&#8217;esatto quantitativo che corrispondono i vari contenitori, le ricette si possono fare comunque con risultati di prim&#8217;ordine, tuttavia in questa tabella riporto i quantitativi a cui corrispondono per facilitarne la comprensione.


Per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molte ricette di questo blog le indicazioni sul peso sono rappresentate con il <strong>cucchiaio, il bicchiere, la tazza </strong>ecc. ecc. Senza conoscere l&#8217;esatto quantitativo che corrispondono i vari contenitori, le ricette si possono fare comunque con risultati di prim&#8217;ordine, tuttavia in questa tabella riporto i quantitativi a cui corrispondono per facilitarne la comprensione.<br />
<span id="more-855"></span><br />
<iframe width='530' height='450' frameborder='0' src='http://spreadsheets.google.com/pub?key=tOPzezuRrVDG76qdFi1NZfA&#038;single=true&#038;gid=0&#038;output=html&#038;widget=true'></iframe></p>
<p>Per chi avesse problemi di visualizzazione può scaricarsi il files pdf <a href="http://www.tibiona.it/shop/files/tabellapesi.pdf">qui.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fysis.it/855/correlati/tabella-conversione-pesi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
