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	<title>Fysis.it &#187; Psicologia della felicità</title>
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	<description>Benessere, Ambiente e Salute</description>
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		<title>Povertà, Ricchezza e Felicità</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[felicità e ricchezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Se chi si è appena trasferito in un appartamento di lusso al centesimo piano di un palazzo meraviglioso non è per niente felice, finirà per cercare un’altra cosa soltanto: una finestra da cui gettarsi !
Dalai Lama.
Vediamo prima di tutto cosa significa essere poveri: essere poveri non identifica una condizione economica ben precisa ma bensì due, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Se chi si è appena trasferito in un appartamento di lusso al centesimo piano di un palazzo meraviglioso non è per niente felice, finirà per cercare un’altra cosa soltanto: una finestra da cui gettarsi !<br />
<strong>Dalai Lama.</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/arik2.jpg"><img class="size-full wp-image-2426 alignnone" title="arik2" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/arik2.jpg" alt="" width="478" height="338" /></a></strong></em>Vediamo prima di tutto cosa significa essere poveri: essere poveri non identifica una condizione economica ben precisa ma bensì due, nelle società opulente c’è la<strong> povertà relativa</strong> mentre, in quella sottosviluppate, c’è la<strong> povertà assoluta</strong>. I poveri relativi sono coloro che hanno un reddito che è la metà della media di quel Paese, mentre i poveri assoluti sono invece quelle persone che non possono comprarsi a sufficienza i beni primari (coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno o poco più).</p>
<p>Essere in una condizione economica vantaggiosa, almeno nella società occidentale, è certamente importante, visto che buona parte dei beni necessari è indispensabile <strong>acquistarli</strong> ma, allo stesso tempo, è opportuno non focalizzarsi eccessivamente su questa credenza in quanto a parità di introiti, se si opta per l<strong>’auto-produzione</strong>, le necessità economiche si riducono notevolmente, senza per altro ledere in alcun modo il benessere generale, anzi. Allo stesso tempo è opportuno essere consapevoli che l’auto-produzione non è applicabile a tutto (come ad esempio i farmaci) ma certamente ad una buona fetta di beni e servizi che utilizziamo.<br />
Tuttavia, posto di essere tra i fortunati, è ormai assodato che una condizione economica favorevole non garantisce una <strong>vita felice</strong>. Se si possiede denaro a sufficienza ma si è carenti di altri elementi fondamentali quali la salute, i rapporti sociali e la sicurezza, è molto improbabile che si riesca ad essere soddisfatti appieno. Altrimenti non si spiegherebbe come mai un’altissima percentuale di ricchi faccia uso di<strong> psicofarmaci e/o droghe</strong>, mentre in paesi estremamente poveri, come alcune zone dell’India, si vedono visi pieni di gioia, pur essendo carenti in sicurezza, salute e denaro ma tuttavia ricchi in legami sociali.<br />
Con l’aumentare della disponibilità economica si può comprare una casa più decorosa, una macchina più grande ma rimaniamo sempre e solo noi a viverci dentro e se siamo cupi, tristi lo saremo tanto nella casa piccola, tanto in quella grande (o forse ancor più in quella grande !). Prosegui <a href="http://www.promiseland.it/2011/06/10/poverta-ricchezza-e-felicita/" target="_blank"><strong>qui.</strong></a></p>
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		<title>Il reframing</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 10:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Robbins]]></category>
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		<category><![CDATA[mutazione psicologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Si tratta di una particolare tecnica psicologica che consente di modificare la nostra interpretazione della realtà, mutando semplicemente una situazione negativa in positiva e consentendoci di trasformare, in ottimistico e produttivo, il nostro stato d&#8217;animo.
Il reframing viene utilizzato largamente nelle scuole di crescita personale ed è una delle tecniche utilizzata da Anthony Robbins, il più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di una particolare tecnica psicologica che consente di modificare la nostra interpretazione della realtà, mutando semplicemente una situazione negativa in positiva e consentendoci di trasformare, in ottimistico e produttivo, il nostro stato d&#8217;animo.<br />
Il reframing viene utilizzato largamente nelle scuole di crescita personale ed è una delle tecniche utilizzata da<strong> Anthony Robbins</strong>, il più famoso life coaching al mondo.<span id="more-2367"></span></p>
<div id="attachment_2372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/tony-robbins.jpg"><img class="size-full wp-image-2372" title="tony robbins" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/tony-robbins.jpg" alt="" width="500" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Anthony Robbins</p></div>
<p style="text-align: left;">La visione del cosiddetto &#8220;<strong>bicchiere mezzo pieno</strong>&#8221; non è così difficile, basta capire che la medesima esperienza può essere interpretata in un infinito numero di modi e la sfortuna è solo un punto di vista ! Infatti, l&#8217;osservazione del medesimo evento da parte di molte persone differenti, genera sempre un comportamento diverso in ognuno.<br />
Le nostre sensazioni e il nostro agire dipendono dalla <strong>percezione</strong> che abbiamo delle nostre esperienze, se percepiamo una cosa come negativa, sarà questo il messaggio che trasmetteremo al nostro cervello, il quale a sua volta farà in modo che la visione alterata si dilanghi a tutto il resto.<br />
<strong>Il bello è che la stessa cosa accade se percepiamo una cosa come positiva ! </strong><br />
Se osserviamo la vita con una prospettiva ottimistica, in un istante cambierà il nostro stato d&#8217;animo e il nostro comportamento, ossia la nostra realtà !</p>
<p style="text-align: left;">Due sono le modalità di reframing:</p>
<ul>
<li><em>La ricontestualizzazione del contesto.</em></li>
<li><em>La ricontestualizzazione del contenuto.</em></li>
</ul>
<p>La prima modalità consiste nel prendere un&#8217;esperienza che definiamo negativa e<strong> proiettarla in un altro contesto</strong>, dove invece sarebbe di grande vantaggio.<br />
Questa modalità è ad esempio preziosissima in campo economico: un nostro collaboratore è un &#8220;rompiscatole&#8221; e nelle riunioni genera sempre un clima negativo ? Cambiando il contesto, potremmo invece rederci conto che costui è l&#8217;unica persona a scovare in anticipo l&#8217;eventuali difficoltà future e a prevenirle in anticipo.<br />
Il <strong>reframing del contenuto</strong> comporta invece che si prenda la stessa identica situazione negativa cambiandone il significato. Facciamo alcuni esempi:</p>
<ul>
<li><em>Nostro figlio non la smette mai di parlare? Dopo un re-incorniciamento del contenuto, potremo giungere alla conclusione che è un ragazzo intelligentissimo, poiché ha tante cose da dire.</em></li>
<li><em>Il capo ci rimprovera? Possibile re-incorniciatura: &#8220;è un bene che il capo abbia cura di dirci quali sono le sue effettive intenzioni. Avrebbe potuto licenziarci e basta&#8221;.</em></li>
<li><em>Quest&#8217;anno abbiamo pagato di tasse 4000 euro in più rispetto all&#8217;anno scorso? Possibile re-incorniciatura: &#8220;Ottimo ! Evidentemente quest&#8217;anno abbiamo guadagnato molto di più dell&#8217;anno scorso !&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il reframing è una della più valide modalità con cui cambiare la maniera di porsi di fronte ad un&#8217;esperienza negativa e l&#8217;applicazione di questo metodo consente di liberarsi da ciò che causa stress, depressione, paura e fobia.<br />
Il motivo ? Essi ci consentono di individuare il contesto più utile per ogni esperienza, in modo da poterla trasformare in qualcosa che operi a nostro vantaggio anziché a nostro danno.<br />
Ricordiamo sempre che al <strong>timone</strong> ci siamo noi e sempre noi a produrre i risultati che otteniamo.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><strong>Questa tecnica è stata prelevata da questo sito </strong><cite>www.hiperformance.it/.<br />
Fonte immagine. </cite>http://emozioneavventura.blogspot.com/</span><strong> </strong></p>
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		<title>Le &#8220;cose&#8221; importanti della vita</title>
		<link>http://fysis.it/2353/felicita/le-cose-importanti-della-vita</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 11:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[felcità e citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità e citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[professore di filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[racconto sulla felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si può raggiungere una felicità autentica se la nostra condotta non tiene in considerazione gli aspetti più importanti della nostra vita come la salute, la vita sociale e la famiglia. Questa racconto è molto illuminante e evidenzia in maniera concisa il perchè è opportuno dare le giuste priorità.
Un professore stava davanti alla sua classe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può raggiungere una felicità autentica se la nostra condotta non tiene in considerazione gli aspetti più importanti della nostra vita come la<strong> salute</strong>, la <strong>vita sociale</strong> e la<strong> famiglia</strong>. Questa racconto è molto illuminante e evidenzia in maniera concisa il perchè è opportuno dare le giuste priorità.<em><br />
<a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/homer_professore.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2355" title="homer_professore" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/homer_professore.gif" alt="" width="186" height="237" /></a>Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti, quando la classe incominciò a zittirsi prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era. Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese, lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.  Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò nel barattolo, ovviamente la sabbia si sparse ovunque all’interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime “si”. Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e rovesciò il loro intero contenuto nel barattolo andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia; gli studenti risero. “Ora”, disse il professore non appena la risata si fu placata, voglio che consideriate questo barattolo come la vostra vita, le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni, le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto, e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza come il vostro lavoro, la casa, la macchina ecc. ecc.<br />
La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.<br />
Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf, lo stesso vale per la vita, se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.<br />
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia e genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cen e non solo nelle occasioni importanti ! Tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti.<br />
Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, ovvero delle cose che contano davvero e ricordatevi che il resto è solo sabbia.<br />
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise:<br />
“Sono felice che tu l’abbia chiesto, serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”!!</p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Fonte immagine. </span></em><span style="font-size: xx-small;">http://siamotuttiugualisiamotuttidiversi.blogspot.com/2009_03_01_archive.html</span></p>
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		<title>Il maestro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 12:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[esperto di felicità]]></category>
		<category><![CDATA[felicità e coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[maestro di felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Se con un dito ti viene indicata la luna, non perdere tempo ad analizzare il dito, guarda la luna e basta. Milioni di dita possono mostrarti la stessa luna e inevitabilmente le dita saranno diverse ma la luna sempre la stessa !
Osho
Si ha giustamente una certa riluttanza nei confronti di coloro che ci insegnano qualcosa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Se con un dito ti viene indicata la luna, non perdere tempo ad analizzare il dito, guarda la luna e basta. Milioni di dita possono mostrarti la stessa luna e inevitabilmente le dita saranno diverse ma la luna sempre la stessa !<br />
<strong>Osho</strong></em></p>
<p>Si ha giustamente una certa riluttanza nei confronti di coloro che ci insegnano qualcosa che loro stessi non fanno, ma per quanto questa incoerenza possa essere giustificata o no, sarebbe opportuno non giudicare costoro: se un maestro ci insegna una cosa che in realtà lui stesso non fa, non vuol dire che ciò che ci insegna è sbagliato, semplicemente c&#8217;è un <strong>disallineamento</strong> tra ciò che predica e la sua condotta. Possedere una <strong>conoscenza utile alla comunità</strong> e diffonderla è un atto rispettabilissimo che però non implica, per svariati motivi, l&#8217;assoluto<strong> coinvolgimento personale</strong> (ovvio che se questo coinvolgimento c&#8217;è è meglio). Inoltre, come dicono molti leader spirituali, il maestro non deve essere un ideale da seguire ma piuttosto colui che ci aiuta a ritrovare il <strong>maestro in noi</strong>, senza renderci schiavo di se stesso.<span id="more-2319"></span></p>
<p><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/osho-rajneesh-ego1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2322" title="osho-rajneesh-ego1" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/osho-rajneesh-ego1.jpg" alt="" width="378" height="284" /></a></p>
<p>Se ad esempio un nutrizionista ci suggerisce una dieta per dimagrire ma lui stesso è grasso, questo può far pensare che costui predica un concetto errato, in realtà gli elementi indispensabili alla buona riuscita di una dieta sono molteplici e uno di questi, quello più importante, è la <strong>determinazione</strong>. Non basta conoscere le migliori regole per ottenere il dimagrimento, ma è fondamentale avere anche un corretto approccio mentale. Pertanto se al nostro dietologo manca questo elemento la sua dieta non funzionerà su di lui, ma <strong>funzionerà benissimo</strong> su di noi (se avremo la determinazione).<br />
Per fare un altro esempio: se alla radio sentiamo una canzone che ci gratifica molto, la valutiamo tale prima di aver appurato le qualità intrinseche del cantante, oppure ci limitiamo ad apprezzarla e basta senza preoccuparci eccessivamente di chi la canta ?!<br />
C&#8217;è anche da dire che il fatto di massimizzare le conoscenze in uno specifico campo, determina per natura la <strong>soppressione di altri</strong> e di conseguenza non possono che esserci degli squilibri. Quindi ogni verità / insegnamento che ci viene dato è bene accoglierlo, analizzarlo e farlo proprio se si crede sia utile, senza soppesare eccessivamente chi c&#8217;è lo ha trasmesso.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><em>Fonte immagine. http://proaudience.com/2009/01/osho-speaks-about-ego-less-minds/</em></span></p>
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		<title>Ruut Veenhoven</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 08:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[database della felicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Si tratta di un professore di Sociologia all’Università Erasmus di Rotterdam, un vero e proprio luminare nel campo della felicità. E&#8217; direttore, con la collaborazione di 28 ricercatori, del WDH, «World Database of Happiness», una banca dati mondiale che raccoglie tutte le ricerche sulla felicità, al fine di determinare gli «indici della gioia» di ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di un professore di Sociologia all’Università Erasmus di Rotterdam, un vero e proprio luminare nel campo della felicità. E&#8217; direttore, con la collaborazione di 28 ricercatori, del WDH, «<a href="http://worlddatabaseofhappiness.eur.nl/" target="_blank"><strong>World Database of Happiness</strong></a>», una banca dati mondiale che raccoglie tutte le ricerche sulla felicità, al fine di determinare gli «indici della gioia» di ogni nazione. Il WDH accumula conoscenza sul tema e condensa le ricerche disponibili, organizzandole allo stesso tempo in modo che siano confrontabili: se vi è capitato che qualche sondaggista vi formulasse delle domande sull&#8217;argomento, è probabile che <strong>anche voi </strong>abbiate contribuito a arricchire il database di Veenhoven.<br />
<a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/ruut_veenhoven.jpg"><img class="size-full wp-image-2172 alignleft" title="ruut_veenhoven" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/ruut_veenhoven.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Tuttavia lo scopo ultimo del WDH non è solo raccogliere informazioni sull&#8217;argomento ma soprattutto aiutare chi <strong>governa un paese</strong> ad aumentare la felicità dei suoi abitanti e di conseguenza, per farlo, è necessario comprendere le condizioni che la determinano.<br />
Veenhoven e il suo team raccolgono il materiale di altri ricercatori di tutto il mondo e da questa massa di dati vengono estratti gli studi coerenti con la loro definizione di felicità. All&#8217;interno di quest&#8217;ultimo gruppo si ricercano le informazioni relative al livello di felicità osservato, in genere basato sulle risposte a una singola domanda, del tipo: “Quanto sei soddisfatto allo stato attuale della tua vita? Rispondi con un numero da 1 a 10”. I risultati ottenuti sono poi interpretati con una scala standard e inseriti nel database con il profilo “Felicità nelle nazioni”.<span id="more-2171"></span><br />
Oggi ci sono dati comparabili relativi a<strong> 130 nazioni</strong> e in 15 di queste, l’arco temporale di analisi supera i 20 anni !<br />
Infine, dopo decenni di ricerche, che cosa hanno capito della felicità queste persone ?<br />
Ben sette cose: <strong>primo</strong>, la maggior parte delle persone sono felici (sarà vero ? n.d.t), anche se nei media si vedono spesso le miserie umane, ma i risultati di questi studi mostrano un quadro differente. <strong>Secondo</strong>, la felicità media è aumentata nella maggior parte delle nazioni negli ultimi 30 anni. <strong>Terzo</strong>, l’ineguaglianza tra le persone si è tendenzialmente ridotta. <strong>Quarto</strong>, la felicità media è ai massimi storici nelle nazioni moderne, nonostante le persone tendano oggi a essere critiche verso la propria società. <strong>Quinto</strong>, la felicità è maggiore quando vengono soddisfatti i bisogni umani universali piuttosto che non dal rispetto degli standard culturali di “vita agiata”. <strong>Sesto</strong>, la felicità è indice di efficienza. E come tale promuove l’efficienza, rendendo le persone più aperte e attive. <strong>Settimo</strong>, la felicità a un ruolo positivo sulla salute e le persone felici vivono più a lungo: a tal punto che le ripercussioni della felicità sulla longevità sono paragonabili a quelli dell’essere o meno un fumatore !<br />
Quali sono quindi le condizioni ideali che una nazione deve avere per garantire una felicità elevata della popolazione ?<br />
La ricchezza materiale, in quanto le persone tendono a essere più felici nelle <strong>nazioni ricche</strong>. La libertà (politica, economica e sfera privata): per esempio la libertà di sposarsi con chi si ama, comprese le particolari inclinazioni sessuali (matrimoni gay). Un buon governo, indipendentemente da quale partito sia al comando infine la tolleranza: minori sono gli stereotipi negativi in un Paese e più felici sono mediamente i loro cittadini.<br />
Alla luce di ciò quali settori che dovrebbero investire le nazioni occidentali per incrementare la felicità globale ?<br />
A livello sociale si potrebbe massimizzare impegnandosi nel buon governo e nello stato di diritto: i governi dovrebbero inoltre cercare di preservare le libertà e la tolleranza ma in particolar modo la felicità può anche essere incrementata notevolmente aiutando le persone a compiere scelte di vita più informate. Le ricerche mostrano ad esempio che non si riesce a prevedere come le decisioni incidano sulla nostra felicità. Un esempio classico è quello che le persone tendono a ambire ad  un <strong>aumento di stipendio</strong>, come fine utile a massimizzare la felicità, ma sottovalutano allo stesso tempo l’effetto negativo del maggior tempo trascorso sui mezzi pubblici.</p>
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		<title>Dove vivere bene con meno di 1000€ al mese</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 16:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[dove vivere con pochi soldi]]></category>
		<category><![CDATA[dove vivere con poco]]></category>
		<category><![CDATA[paesi belli economici]]></category>
		<category><![CDATA[paesi low cost]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanchi dell&#8217;Italia ? bene, ecco alcuni suggerimenti presi in &#8220;prestito&#8221; da libro di Attilio Wanderlingh, ovvero «Scappo via! paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di mille euro al mese, casa editrice Intramoenia». Lo stesso autore passa i suoi giorni fra la Costiera Amalfitana e il Kenya e non a caso è il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stanchi dell&#8217;Italia ? bene, ecco alcuni suggerimenti presi in &#8220;prestito&#8221; da libro di Attilio Wanderlingh, ovvero <em><strong>«Scappo via! paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di mille euro al mese, casa editrice Intramoenia»</strong></em>. Lo stesso autore passa i suoi giorni fra la Costiera Amalfitana e il Kenya e non a caso è il primo paese che propone nell’elenco delle mete: questo luogo è adatto proprio a tutti, sia gli anziani che devono affidarsi a magre pensioni, sia i giovani che possono contare su piccoli redditi.<br />
Sul libro è possibile leggere anche alcune dichiarazioni, come ad esempio questa: «Ho dato in affitto il mio appartamento di proprietà dove vivevo da oltre dieci anni e con quei 750 euro al mese percepiti ho ricominciato in Kenya. Lì un bilocale sul mare costa appena 250 euro al mese di affitto e, con quelli che avanzi, puoi fare davvero molte cose: p<span id="more-2082"></span>ensa che in Kenya un stipendio medio si aggira intorno ai 160 euro al mese !».Se qualcuno avesse invece dei risparmi, si può comprare la casa nel luogo più bello della zona, la<strong> spiaggia di</strong> <strong>Watamu</strong>. I prezzi che la guida segnala sono questi:</p>
<ul>
<li> <em><strong>180 mila per una vera villa con giardino e piscina.</strong></em></li>
<li><em><strong> 50 mila euro per una villetta.</strong></em></li>
<li><em><strong> 45 mila per un appartamento di 120 metri quadrati in un residence (che scendono a 30 mila se ci si accontenta di un bilocale).</strong></em></li>
</ul>
<div id="attachment_2086" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/ATTILIO-GRANDE1.jpg"><img class="size-full wp-image-2086" title="Attilio Wanderlingh" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/ATTILIO-GRANDE1.jpg" alt="Attilio Wanderlingh" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Attilio Wanderlingh</p></div>
<p>Ecco altri esempi: appena 5 euro per un pasto a base di pesce sulla riva del mare, una bibita al bar appena 30 centesimi, una banana 5 centesimi, un ananas 80 centesimi come una birra. Chi vuole invece un domestico che fa le pulizie in casa che allo stesso tempo cucina, se la cava con appena 70 euro al mese.<br />
Ovviamente i paradisi di questo tipo non si riducono solo al Kenya, ottimi luoghi per vivere a &#8220;<strong>low cost</strong>&#8221; possono essere il Marocco, la Tunisia, l’Egitto, l’Arcipelago di Capo Verde, la Thailandia, Santo Domingo, il Brasile e il Messico. Ci sarebbero ancora altri luoghi, ugualmente convenienti, ma possono esserci molte difficoltà, soprattutto burocratiche, per fissarvi la residenza. In ogni caso le mete «belle e impossibili » sono Cuba, Mauritius, le Seychelles, le Maldive, l’India e il Venezuela.</p>
<p>Tuttavia, oltre ai molti tentativi riusciti, ci sono comunque tante raccomandazioni. Ad esempio è sconsigliato partire alla cieca ma piuttosto fare prima una vacanza nel luogo prescelto per sperimentare l’adattabilità al clima, alla gastronomia, alle condizioni igienico-sanitarie e, solo successivamente, valutare l&#8217;eventuale trasferimento. In ogni caso è fondamentale<strong> </strong>scegliere paesi con<strong> situazioni politiche stabili</strong> !<br />
In conclusione Attilio Wanderlingh afferma che purtroppo, contrariamente a quello che si può pensare, <strong>i delusi sono più numerosi degli entusiasti. </strong></p>
<p>Per eventuali approfondimenti.</p>
<ul>
<li><em>Attilio Wanderlingh &#8211; Scappo via! paradisi esotici dove vivere alla grande con meno di mille euro al mese, casa editrice Intramoenia.</em></li>
<li><em>www.vivicento.org</em></li>
<li><em>www.mollotutto.com</em></li>
<li><em>www.voglioviverecosi.com</em></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;IO</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 15:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[ecocentrismo]]></category>
		<category><![CDATA[io e aspettativa di vita]]></category>
		<category><![CDATA[l'io e la felicità]]></category>
		<category><![CDATA[presuzione e aspettativa di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Le riviste e la tv ci insegnano a come apparire, affermarci e avere un atteggiamento vincente, tutto a scapito dell&#8217;essere, ma chi impara a liberarsi dal diktat dell&#8217;ego pensa e agisce con una spontaneità e una libertà opposta alla costante paranoia generata dai capricci di un ego molto forte. Inoltre quando l&#8217;IO non è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le riviste e la tv ci insegnano a come apparire, affermarci e avere un atteggiamento vincente, tutto a scapito dell&#8217;essere, ma chi impara a liberarsi dal diktat dell&#8217;ego pensa e agisce con una spontaneità e una libertà opposta alla costante paranoia generata dai capricci di un ego molto forte. Inoltre quando l&#8217;IO non è più percepito come la cosa più importante al mondo, si diventa <strong>più facilmente interessati agli altri</strong>. Chiunque abbia una forte immagine di se stesso, cercherà di assicurarsi che sia riconosciuta e accettata da tutti ma, nel momento in cui questo non avviene, si rimarrà <strong>delusi</strong>. L&#8217;esaltazione dell&#8217;IO consiste nell&#8217;infatuarsi di qualche qualità che abbiamo o che pensiamo di avere ma, dimenticandosi che per imparare, è necessario essere ignoranti. L&#8217;umile, ovvero chi ha esorcizzato l&#8217;IO, decide in base a ciò che ritiene <strong>giusto</strong> e vi si attiene, senza preoccuparsi ne della sua immagine ne dell&#8217;opinione altrui.</p>
<div id="attachment_1959" class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/schwerwitz-smaller.jpg"><img class="size-full wp-image-1959 " title="schwerwitz smaller" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/schwerwitz-smaller.jpg" alt="" width="130" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Larry Scherwitz</p></div>
<p>Ci sono addirittura certi politici e certe persone dello spettacolo che incaricano consulenti della comunicazione, affinché costruiscano un&#8217;immagine di se stessi che abbia successo per il grande pubblico:  a volte gli insegnano anche come sorridere !<br />
La valorizzazione eccessiva dell&#8217;IO, non solo ci allontana dalla felicità, ma determina anche un effetto avverso sull&#8217;aspettativa di vita: un medico ricercatore (Larry Scherwitz), ha condotto un indagine sui fattori di rischio nelle <strong>coronaropatie</strong>, scoprendo che chi è più concentrato su se stesso (chi per esempio parlando usa spesso il pronome “io” e l&#8217;aggettivo “mio”) ha più probabilità di contrarre malattie del cuore e delle coronarie, anche se tiene sotto controllo gli altri comportamenti pericolosi per la salute, inoltre ha un maggior grado di infelicità ed è più vulnerabilità allo stress.</p>
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		<title>Il Paradosso di Easterlin</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Easterlin ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Il detto &#8220;la ricchezza non crea felicità&#8221; è ormai storicamente documentabile, già il filosofo greco Aristotele disse :&#60;&#60;è chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto &#8220;utile&#8221;, cioè in funzione di qualcos&#8217;altro&#62;&#62;. Il medesimo concetto si ritrova espresso dal filosofo scozzese Adam Smith, considerato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il detto &#8220;<strong>la ricchezza non crea felicità</strong>&#8221; è ormai storicamente documentabile, già il filosofo greco Aristotele disse :&lt;&lt;<strong><em>è chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto &#8220;utile&#8221;, cioè in funzione di qualcos&#8217;altro</em></strong>&gt;&gt;. Il medesimo concetto si ritrova espresso dal filosofo scozzese Adam Smith, considerato da molti il fondatore dell’economia politica moderna, che dice: &lt;&lt; <em><strong>L&#8217;uomo lavora giorno e notte per acquisire talenti superiori ai suoi concorrenti spinto dall’idea ingannevole che il ricco sia più felice o che possieda “maggiori mezzi per la felicità” </strong></em>&gt;&gt;. In realtà, essendo la capacità di godere dei beni<strong> fisiologicamente limitata</strong>, l’uomo ricco può consumare poco di più di quello povero, la cui minor quantità di beni è compensata dalle minori preoccupazioni e dalle migliori relazioni <strong>sociali,</strong> rispetto al ricco che vive continuamente in ansia per i suoi beni ed invecchia solo e deluso per non aver raggiunto la felicità (nonostante possa essere invidiato dai suoi concittadini).<span id="more-1907"></span>Il paradosso della felicità fu redatto nel 1974 da <strong>Richard Easterlin</strong>, attualmente professore di Economia all&#8217;Università della Southern California e membro dell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze, Easterlin fece una ricerca circa le ragioni della <strong>limitata felicità</strong> nella moderna crescita economia, evidenziando come questo stato emozionale dipenda in misura marginale dall&#8217;aumentare della disponibilità economica anzi, individuò addirittura un soglia di reddito dopo la quale la felicità non solo cessa di aumentare ma addirittura <strong>diminuisce</strong> fortemente (a U rovesciata !)<br />
I dati raccolti da Easterlin si basavano principalmente sulla base di un questionario in cui gli intervistati rispondevano alla domanda: &lt;&lt;nell’insieme, ti consideri: molto felice, abbastanza felice o non molto felice?&gt;&gt;, ed arrivò ad evidenziare come l&#8217;aumentare di certi indicatori, diversamente da ciò che si pensava, non generavano una felicità maggiore.<br />
Gli indicatori presi in esame analizzarono la relazione tra:</p>
<ul>
<li><strong>reddito nazionale (PNL) e felicità</strong>: i Paesi più poveri non risultano essere significativamente meno felici di quelli più ricchi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>reddito individuale e felicità delle persone</strong>: valutata all’interno di un singolo Paese e in un preciso momento.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>l&#8217;aumento dell&#8217; reddito e la felicità delle persone </strong>(valutata nel corso della vita ).</li>
</ul>
<p>In seguito alla con conclusione della ricerca di Easterlin si è sviluppata una vera e propria sezione dell&#8217;economia che, in associazione a lavoro svolto dell&#8217;economista inglese <strong>Arthur Cecil Pigou</strong>*, ha dato un forte impulso agli studi sulla relazione tra l&#8217;economia e la felicità. In questo modo si è messa in crisi la validità della vecchia (e purtroppo attuale) impostazione dei paesi industrializzati, orientata verso la <strong>crescita espressa in PNL / PIL</strong>. Spronando gli economisti e psicologici a rivalutare completamente le loro vecchie credenze.</p>
<p><em>*Economista inglese autore del libro &#8220;Economia del benessere&#8221;.</em></p>
<div id="attachment_1909" class="wp-caption aligncenter" style="width: 348px"><a href="http://fysis.it/wp-content/uploads/easterlin.jpg"><img class="size-full wp-image-1909 " title="easterlin" src="http://fysis.it/wp-content/uploads/easterlin.jpg" alt="" width="338" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Richard Easterlin</p></div>
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		<title>Rebirthing</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 06:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[la respirazione e la mente]]></category>
		<category><![CDATA[rilassarsi con la respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica di respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica di rilassamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di una tecnica di respirazione, tratta dalle pratiche dei monaci buddisti del sud-est asiatico, diffusa successivamente in America negli anni settanta, grazie ai lavori di Leonard Orr e Stanislav Grof.
La parola &#8220;Rebirthing&#8221; significa rinascita, ovvero un percorso a ritroso nel passato fino alla nascita per poi ritornare alla tempo presente completamente rigenerati. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di una tecnica di respirazione, tratta dalle pratiche dei <strong>monaci buddisti</strong> del sud-est asiatico, diffusa successivamente in America negli anni settanta, grazie ai lavori di Leonard Orr e Stanislav Grof.<br />
La parola &#8220;Rebirthing&#8221; significa rinascita, ovvero un percorso a ritroso nel passato fino alla nascita per poi ritornare alla tempo presente completamente rigenerati. La tecnica, basata principalmente sul <strong>respiro (detto circolare)</strong>, induce una trasformazione mentale / fisica e permette di accedere all&#8217;Io profondo, quello del bambino che siamo stati e che ancora ci portiamo dentro.<br />
Il Rebirthing è molto semplice da attuare e consiste in una profonda inspirazione seguita da una espirazione rilassata. Secondo gli adepti di questa teoria, questa tecnica di respirazione migliora l&#8217;ossigenazione di tutte le cellule del corpo e permette al flusso energetico di riprendere il suo regolare decorso. Così facendo si sciolgono tutte le tensioni muscolari e improvvisamente emergono dal profondo i pensieri e gli stati emotivi repressi da anni, in particolare quelli che ci <strong>condizionano</strong> e ci hanno condizionato fino ad oggi. Durante lo svolgimento, tutti i pensieri ed emozioni vengono a galla e si dissolvono con facilita&#8217;.<br />
La <strong>respirazione circolare</strong> è un caratteristica che distingue le persone che vivono molto serene e felici: lo fanno autonomamente. Per questo motivo è essenziale imparare questa tecnica se si vuole migliorare la qualità della vita , allo stesso tempo, arginare problemi come ansia, depressione, fobie, insonnia ecc. ecc.<br />
L&#8217;imprinting della società moderna, canalizzato nel <strong>ritmo frenetico</strong> del dover &#8220;fare&#8221; a tutti costi le cose velocemente, entro pressanti scadenze temporali. Determina un continuo stato di ansia e preoccupazione: si vive in un permanente stato di <strong>dissociazione mente / corpo</strong> e mentre si fa una cosa si pensa già a cosa bisogna fare successivamente. In questo modo il respiro si fa sempre più &#8220;corto&#8221;, il ritmo aumenta e la quantità d&#8217;aria introdotta diminuisce.<br />
Sul piano alimentare si dice che siamo ciò che mangiamo mentre in campo psicologico si dice invece, <strong>siamo ciò che pensiamo</strong>, perché il nostro comportamento è fondato principalmente sui pensieri elaborati da ciascuno di noi, pensieri legati alla propria storia (<strong>Karma</strong>) e al proprio vissuto.<br />
<em><strong>Secondo L. Orr &#8220;il cambiamento non avviene con il passare del tempo ma con l&#8217;evoluzione dei nostri pensieri&#8221;.<br />
</strong></em>La tecnica del Rebirthing può essere imparata in autonomia ma, almeno le prime <strong>dieci sedute</strong>, sarebbe opportuno farle con un esperto che ci accompagni nello svolgimento. Le esercitazioni, oltre che effettuarle individualmente, è possibile farle in gruppo, in questo modo si potenzia l&#8217;efficacia del metodo.<br />
<em><strong>Premesse iniziali.</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;ambiente</strong>: deve essere tranquillo, confortevole, in penombra, lontano da stimoli sonori e visivi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;abbigliamento</strong>: deve essere comodo e non costrittivo. Va tolto pertanto l&#8217;orologio, gli occhiali e le scarpe.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La posizione</strong>: solitamente è consigliata quella supina, con le gambe leggermente divaricate con le punte rivolte verso l&#8217;esterno, braccia distanti dal corpo appena flesse ai gomiti e le dita delle mani rilassate che formano un piccolo arco. La testa può essere poggiata su un cuscino, oppure sullo stesso piano del tronco, l&#8217;importante è che la posizione permetta il rilassamento del collo e delle spalle.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il materasso</strong>: sconsigliati quelli troppo morbidi. Può tuttavia essere eseguito anche a terra, su di un tappeto.<span id="more-1874"></span></li>
</ul>
<p><em><strong>Procedimento.</strong></em><br />
In posizione supina, chiudere gli occhi ed eseguire qualche respiro profondo, senza offrire resistenza ai pensieri che arrivano alla mente, lasciandoli quindi fluire.<br />
Affinché il Rebirthing venga praticato correttamente è necessario raggiungere un completo rilassamento muscolare e, a tal fine, sono utili gli esercizi del Training Autogeno oppure del Metodo Vogt.<br />
<em><strong>Con il Training Autogeno.</strong></em><br />
Ripetere più volte e molto lentamente: &#8220;Io sono calmo &#8230; calmo &#8230; perfettamente calmo &#8230; calmo, sereno &#8230;, rilassato &#8230;&#8221;.<br />
Quindi eseguire l&#8217;esercizio della pesantezza dove la sequenza prevede la progressiva, lenta analisi delle varie parti del corpo iniziando col braccio destro, per passare poi al braccio sinistro, alla gamba destra, alla gamba sinistra, addome, petto, spalle e schiena, ripetendo la formula: &#8220;Io sono calmo &#8230;, calmo &#8230;, perfettamente calmo &#8230; Il mio braccio destro è pesante &#8230;, pesante &#8230;, molto pesante &#8230; Io mi sento completamente rilassato &#8230;&#8221;.<br />
Con il medesimo esercizio si procede in sequenza sulle altre parti del corpo. Mentre viene eseguito tale formula è opportuno concentrarsi sull&#8217;arto che si sta rilassando, visualizzandone i muscoli che progressivamente si rilasciano.<br />
Ripetere il passaggio completo 5/6 volte.<br />
<em><strong>Con il metodo Vogt.</strong></em><br />
Molto simile al Training Autogeno e il metodo consiste nel far rilassare i muscoli, percorrendoli mentalmente e lentamente uno ad uno e immaginandone e percependone ogni sensazione. Il pensiero deve essere costantemente rilassato e tranquillo, come se assistesse agli avvenimenti a distanza.<br />
Il percorso da seguire è leggermente diverso dal metodo precedente, infatti inizia dai piedi per salire sulle gambe e poi sulle cosce. Il busto viene invece percorso salendo nella parte posteriore: quindi il bacino, i lombi, il dorso, le spalle, le braccia e la nuca. Poi si ridiscende dal viso fino al petto e all&#8217;addome.<br />
La respirazione.<br />
Una volta raggiunto il rilassamento muscolare è opportuno concentrarsi sulla respirazione, ovvero sul ritmo inspiratorio ed espiratorio. Immaginando un ciclo continuo, circolare e senza pause, che parte e ritorna sempre sull&#8217;ombelico della pancia. Parte dall&#8217;ombelico per espirare e vi torna finita l&#8217;inspirazione.<br />
Lasciarsi andare sull&#8217;onda di questo ritmo che piano piano diventa sempre più ampio, profondo e continuo, senza interruzione tra le due fasi di inspirazione ed espirazione, fasi che si susseguono in maniera naturale, passiva e automatica.<br />
L&#8217;ingresso e l&#8217;uscita dell&#8217;aria, salvo particolari impedimenti anatomo-strutturali, avviene sempre attraverso il naso.<br />
Immaginare che la respirazione crei un circolo energetico che, partendo dall&#8217;ombelico (espirazione) sale fino alla gola e al naso. Quindi riparte dal naso (inspirazione) per scendere e tornare all&#8217;ombelico, per ripartire nuovamente senza interruzioni.<br />
Durante l&#8217;esercitazione di Rebirthing, in alcuni rari casi possono verificarsi sensazioni spiacevoli molto forti (senso di soffocamento, vertigini, nausea, ecc.) e, se persistono nelle sedute che seguono il training, va sospeso. Possono anche verificarsi delle sensazioni fisiche e psichiche particolari (anche di una certa entità), dette scariche autogene. Fisicamente possono localizzarsi su vari organi e regioni del corpo sotto forma di vibrazioni, formicolii, senso di caldo o di freddo, difficoltà nella normale respirazione, ecc. A livello psicologico si può essere presi da senso di paura o, all&#8217;opposto, da un senso di gioia (si possono avere visioni del vissuto che procurano angoscia o serenità).<br />
Le scariche autogene non devono destare alcuna preoccupazione, mantenendo la calma e il rilassamento, il più delle volte fluiscono via da sole.<br />
La prima settimana normalmente si esegue una esercitazione al giorno, solitamente la sera prima di addormentarsi. Questo permette anche di conciliare il sonno e migliorarne gli effetti.<br />
Il primo giorno si inizia con circa 20 respirazioni, mentre a fine settimana l&#8217;esercitazione dovrebbe raggiungere circa 5 minuti. L&#8217;esercitazione viene fatta una volta al giorno.<br />
La settimana successiva (la seconda) si arriva a circa 10 minuti e l&#8217;esercitazione si esegue a giorni alterni.<br />
La terza settimana si passa a 15 minuti e la quarta a 20. Il numero delle esercitazioni rimane sempre di 2 a settimana.<br />
Dalla quinta settimana e fino a circa 3 mesi dall&#8217;inizio, l&#8217;esercitazione viene eseguita 1 volta a settimana e per un tempo variabile da 30 / 60 minuti circa.<br />
In seguito la scelta dei tempi e delle modalità diventa personale e in relazione alle proprie esigenze.<br />
Ogni esercizio termina con tre profonde espirazioni, quindi si rimane rilassati per qualche minuto (solitamente 5),  ponendo attenzione a tutte le sensazioni, piacevoli o spiacevoli. Dopo un po&#8217; spariscono le sensazioni spiacevoli ed il corpo e la mente diventano rilassati, sereni e pieni di energia.<br />
Durante questa fase avvengono i profondi cambiamenti emotivi ricercati.<br />
<em><strong>Le visualizzazioni e le formule.</strong></em><br />
Durante il ciclo respiratorio possono essere utilizzate visualizzazioni o formule finalizzate ad evidenziare e risolvere alcuni problemi personali. Le formule (o mantra) possono essere create anche, e soprattutto, in relazione alle particolari visioni ed esperienze che vissute nel corso dell&#8217;esercitazione di Rebirthing.<br />
I termini imperativi come, per esempio, &#8220;devo&#8221; vanno assolutamente sostituiti con &#8220;posso&#8221;.<br />
<em><strong>Ecco alcuni esempi.</strong></em></p>
<ol>
<li>Seguite il respiro col pensiero e formulate lentamente e con calma: &#8220;Mi concentro sul respiro. L&#8217;aria entra dal naso e scende lentamente nei polmoni. Aumenta l&#8217;ampiezza del mio respiro. Il mio respiro è calmo, ampio, continuo. Il mio respiro diventa sempre più indipendente, automatico&#8221;.</li>
</ol>
<ol>
<li>Mentre inspirate immaginate che insieme all&#8217;ossigeno inalate anche calma, sicurezza ed equilibrio. Durante l&#8217;espirazione immaginate di espellere, insieme all&#8217;anidride carbonica, l&#8217;ansia e lo stress.</li>
</ol>
<ol>
<li>Immaginate una situazione vissuta che spesso ritorna e procura ansia e angoscia. Cercate di riviverla in maniera positiva osservandola da molteplici punti di vista, evidenziandone anche gli aspetti positivi.</li>
</ol>
<ol>
<li>Andate molto indietro nel tempo, all&#8217;infanzia, immedesimatevi nelle sensazioni fisiche e psichiche provate in un particolare episodio (allegria, gioia, tristezza, rabbia, paura, angoscia, ecc.).</li>
</ol>
<p>Immaginate ora di abbracciare un bambino e stringerlo al petto, entrate in sintonia col ritmo del suo respiro, entrate in sintonia  con la sua gioia, l&#8217;energia e la voglia di vivere. Il bambino ritrovato adesso è in voi, insieme alla sua felicità.<br />
Infine pensate a situazioni vissute piacevoli o a nuove esperienze positive che vorreste e potreste vivere.</p>
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		<title>Come migliorarci la giornata</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 09:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Per quanto possa essere lunga la notte, l’alba arriverà sempre.”
Proverbio africano.
Essere di tanto in tanto giù di corda, oppressi dalla noia, dalla tristezza oppure essere demotivati è del tutto normale:  fa parte del respiro della vita. Pertanto sperare di vivere in completa assenza di questi momenti è solo un eufemismo, questo non significa che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><strong>“Per quanto possa essere lunga la notte, l’alba arriverà sempre.”</strong></em><br />
Proverbio africano.</p>
<p>Essere di tanto in tanto giù di corda, oppressi dalla noia, dalla tristezza oppure essere demotivati è del tutto normale:  fa parte del respiro della vita. Pertanto sperare di vivere in completa assenza di questi momenti è solo un eufemismo, questo non significa che è necessario farsi travolgere ma bensì è necessario sviluppare la capacità di rivalutare queste situazioni con alcuni stratagemmi molto efficaci, eccone alcuni:</p>
<p><strong>1 </strong>Prendi un bloc-notes e descrivi le tue emozioni, possibilmente indicandole dettagliatamente: in questo modo potrai distaccartene più facilmente e passare dal protagonista della situazione all&#8217;osservatore.<br />
<strong>2</strong> Elimina alcune della attività che ti sei imposto di fare nella giornata, spesso sono proprio le giornate dense di impegni a determinare lo stress. Il tempo che otterrai usalo per rilassarti.<br />
<strong>3</strong> Suddividi i lavori da fare in piccole attività di 30-60 minuti, cioè impostandoti degli obbiettivi intermedi. Questo ti aiuterà a completare i problemi più grandi con piccole soddisfazione intermedie.<br />
<strong>4</strong> Congratulati con te stesso, non importa per cosa, ma fallo. Se concentri la tua attenzione sulle cose che hai fatto di buono la tua mente, dato che lavora per associazione di immagini e pensieri, cercherà altre cose simili rafforzando il pensiero positivo.<br />
<strong>5</strong> Ascolta della buona musica e fatti una playlist da ascoltare di volta in volta quando si presenteranno queste situazioni.<br />
<strong>6</strong> Dedicati a qualche attività che ti impegna molto mentalmente, il nostro cervello, quando è molto concentrato su qualcosa, dimentica tutto il resto e magicamente le emozioni negative se ne vanno.<br />
<strong>7</strong> Fai l&#8217;artista&#8230; le attività di questo genere, come suonare uno strumento, dipingere, cantare ecc. ecc. migliorano l&#8217;umore in modo eccezionale.<br />
<strong>8</strong> Zittisci la &#8220;vocina&#8221; che ti assilla in testa (mente razionale), quella è una delle principali cause del tuo mal d&#8217;essere.<br />
Ricordati che quanto non sei vittima di quella &#8220;vocina&#8221; la tristezza se ne va.<span id="more-1831"></span><br />
<strong>9</strong> Guarda un film, la visione di un film ti sposta in un&#8217;altra dimensione e ti fa perdere la percezione del reale (e quindi delle tue emozioni negative).<br />
<strong>10 </strong>Premiati per i risultati ottenuti, spesso si è già presi nel obbiettivo successivo senza dare eccessivo peso a quello che abbiamo da poco concluso.<br />
<strong>11</strong> Condividi le tue emozioni con un altra persona, il fatto di discutere e condividere le tue emozioni con altri, ti fa sentire molto più leggero.<br />
<strong>12</strong> Fatti una bella corsa all&#8217;aria aperta, l&#8217;attività fisica, specialmente la corsa è una sorta di meditazione e rilascia nel sangue moltissime endorfine (droghe naturali).<br />
<strong>13</strong> Risolvi un problema, anche se di piccola entità, ti sprona moltissimo.<br />
<strong>14</strong> Ridi più che puoi, magari leggendo una barzelletta o guardando un video su Youtube.<br />
<strong>15</strong> Piangi. Quando cresciamo tendiamo a sopprimere le emozioni, a differenza dei bambini che ne danno libero sfogo. Il fatto di liberarsene con un pianto ci migliora immediatamente l&#8217;umore.<br />
<strong>16 </strong>Respira, prova con una delle tante tecniche esistenti, una potrebbe essere il  Rebirthing.</p>
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