Conosciamo il fruttosio
Mag 18th, 2010 by Aldo
Dolcificante presente in molta tipologie di frutta, di verdura e nel miele; viene estratto e purificato chimicamente. Ha un potere dolcificante superiore al saccarosio (1,2 / 1,5 volte) ma, essendo espresso a freddo, utilizzandolo nei prodotti che necessitano di cottura (torte, biscotti ecc..) il vantaggio viene a mancare.
Modalità d’uso.
Essendo molto concentrato ed estratto con procedimenti chimici, va consumato con moderazione. Può tuttavia rappresentare una valida alternativa allo zucchero saccarosio, per controllare l’indice glicemico e per riempire le scorte di glicogeno epatico.
Caratteristiche nutrizionali.
A differenza del saccarosio il quale viene metabolizzato a livello intestinale, il fruttosio ha invece una metabolizzazione esclusivamente epatica, senza l’interazione dell’insulina, motivo per cui è dotato di un basso indice glicemico.
Purtroppo però, contrariamente ai benefici che gli vengono attribuiti, è risaputo che l’eccesso di fruttosio aumenta l’acido urico, il colesterolo LDL e i trigliceridi nel sangue.
Inoltre, stimolando in modo esiguo l’ insulina, non permette la produzione di leptina, la sostanza deputata a determinare il senso di sazietà. Stranamente il fruttosio (sotto forma di sciroppo di fruttosio-glucosio) è presente in molte bevande gassate, questo spiega come sia possibile “sciropparsi” quantità enormi di queste bevande, senza particolari disagi e senza sentirsi sazi: dimenticandosi però che si introducono quantità di zuccheri e calorie enormi, ciò che difficilmente accadrebbe con una spremuta di frutta naturale.
In caso di diabete è importante non superare la dose di 40g/die, oltre alla quale viene trasformato in glucosio.
Il fruttosio non deve essere utilizzato in caso di fruttosuria, una malattia metabolica ereditaria, dovuta alla mancanza di un enzima epatico (fruttochinasi).


domandina fuori luogo
Buongiorno innanzitutto, sto meditando da tempo di creare un lievito madre 100% integrale. Avevo già provato ma con risultati pessimi: la pasta si spezzava, elasticità praticamente nulla, e ovviamente non faceva lievitare nemmeno una piuma… Consigli? Premetto che con la pasta madre “bianca” fatta di manitoba e 00 sono ormai una campionessa… Grazie
Cara Raide,
la farina integrale è ottima per la preparazione della pasta madre anche ed è strano che non riesci a tenerla insieme. Ti suggerisco di impiegare il sale al 2% che inisbisce le proteasi (resposabili del rammollamento dell’impasto) e di tenere l’impasto ad una temperatura di 25-28° . Fai anche i rinfreschi giornalieri tenendo la madre al caldo e tieni l’impasto piuttosto liquido (tipo poolish).
Ciao