La comprensione della realtà
Apr 6th, 2010 by Aldo
Il “non conoscere” è una condizione che ci rende diffidenti, paurosi e a volte di facile convincimento. Se ad esempio siamo su un treno e vediamo un serpente che striscia sotto un sedile è scontato che ci mettiamo ad urlare e a cercare la maniera più rapida di allontanarsi dalla carrozza, uscendone indenni.
Però se sullo stesso treno c’è un erpentologo (studioso dei rettili), nonostante sia di fronte alla stessa situazione, si comporterà molto diversamente: probabilmente lo inseguirà per riuscirlo a catturare e per capire di quale specie di tratta.

Fonte immagine. http://www.religiocando.it
Pertanto si può appurare che situazioni identiche sono comprese diversamente da ognuno di noi in base alle proprie conoscenze / credenze e, la corretta comprensione della realtà viene fatta esclusivamente con le più attendibili conoscenze.
La stesso esempio si può fare con le etichette degli alimenti, molte persone evitano a priori certi alimenti perché tra gli ingredienti compaiono sostanze che, per notizie che hanno appreso in passato le consideriamo tossiche in maniera assoluta. Per esempio molti evitano i prodotti con la margarina perché pensano che sia un ingrediente scadente e nocivo per la salute, quanto in realtà si può definire tale solo se contiene grassi idrogenati e non se c’è la margarina in genere. Se ad esempio è prodotta con germe di grano, semi di girasole e olio di oliva e solo marginalmente grassi tropicali (cocco e palma) non può essere definita tale. Sicuramente non raggiunge il profilo nutrizionale dell’olio di oliva extravergine ma in ogni caso, consumata con moderazione, non è un ingrediente che determina avversità al corpo.
Gli esempi che validano questa teoria sono moltissimi ma è bene fare ancora un premessa: se tuttavia conosciamo approfonditamente una sostanza e sappiamo che non ha effetti tossici, ciò non significa che lo sia in modo assoluto. Se la stessa sostanza viene combina ad un’altra (tipo conservante+colorane oppure emulsionante+ antiossidante…), potremo ottenere una terza sostanza tossica che, nei test di laboratorio, non è stata contemplata.
Pertanto il fatto di essere a conoscenza dei più attendibili studi tossicologici su una determinata sostanza non ci rende esonerati totalmente dal rischio ma tuttavia siamo statisticamente meno esposti di chi si affida al caso.
In effetti è impensabile che ogni additivo esistente sia stato testato in qualunque combinazione possibile !
Alla luce è chiaro che la conoscenza ci permette di fare le giuste scelte, di non essere abbindolati da chiunque ci propini la sua causa ma rimane comunque un remoto rischio di sbagliare.
Nel dubbio è comunque sempre meglio avere le informazioni più attendibili !
Buon inizio settimana
Aldo Bongiovanni

