Chi abbandona per scelta etica (vegano) o nutrizionale (intolleranza alimentare) lo yogurt di latte vaccino, ha spesso come unica alternativa lo yogurt di soia. Sebbene la soia e i suoi derivati siano caratterizzati da un profilo nutritivo eccellente e anche vero che la soia presenta, come ogni tipo di alimento, aspetti negativi: presenza di acido fitico, antitripsine, allergeni e così via. Di conseguenza è possibile che alla lunga, questi aspetti secondari della soia, possano in qualche modo “infastidire” il nostro organismo, creando problemi metabolici di varia natura. Ma l’alternativa allo yogurt di soia è difficile da trovare ma anche da auto-prodursi. In effetti, chi ha provato a preparare lo yogurt partendo, ad esempio, dal “latte” di riso, avrà sicuramente riscontrato che la consistenza finale è identica a quella iniziale. Questo semplicemente perchè il riso (e il suo “latte”) sono poveri di proteine, componente fondamentale per ottenere la consistenza compatta tipica dello yogurt.
Per ovviare a questa condizione ci sono però più possibilità: aumentare la concentrazione di materia prima a parità d’acqua (fare un latte più denso), usare un addensante, frazionare il riso (o altra materia prima carente di proteine) con una materia prima ricca di proteine (soia ma anche lupino).
Aumentare la concentrazione di materia prima permette in alcuni casi, come ad esempio partendo dalle mandorle, di raggiungere un buon livello proteico e pertanto generare una coagulazione tale da rendere denso lo yogurt[1]. Questo però non ha alcuna utilità se si parte dal riso, dal miglio (tutti i cereali poveri di proteine), perchè il contenuto proteico nel latte, rimane comunque molto basso. Però, se questa concentrazione è molto elevata, si ottiene comunque una buona densità, ma non tanto per via delle proteine coagulate ma bensì all’amido che, gelatinizzando, ha compattato il latte.
L’addensante può essere invece semplicemente dell’amido, dell’agar agar, della farina di semi di carruba, del guar o dello xhantano; mentre il frazionamento della materia prima con una più proteica, sebbene garantisca una maggior probabilità di rendere lo yogurt più denso, non è sempre così scontato riuscirci: il frazionamento con altre materie prime non sempre garantisce un ottimo risultato finale, in quanto non tutte le proteine contenute nelle varie materie prime coagulano creando la tipica struttura (texture) dello yogurt. Ne è un esempio la canapa che, pur avendo una concentrazione di proteine medio-alta, genera uno yogurt con dei fiocchi in sospensione (flocculazione) e un aspetto poco gradevole.
In questa preparazione vediamo come si può auto-produrre dello yogurt partendo dalle mandorle (dal suo latte) usando, come “trucchetto”, una concentrazione medio alta di materia prima, dell’amido di mais come addensante e un filtro non eccessivamente chiuso: che lascia passare anche un pò di fibra (che addensa anch’essa).
Accessori. Termometro, frusta manuale, colino, mixer, pentole capiente, yogurtiera (facoltativo).
Ingredienti
Preparazione
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